Concime organico: tutto sui metodi di fertilizzazione

di Eryeffe del 11 marzo 2018

Il concime organico rappresenta una fonte preziosissima di nutrimento per il terreno destinato alla coltivazione delle nostre piante da fiore e da frutto. Nell’orto, in giardino o in balcone la concimazione rappresenta uno step fondamentale per assicurare alle colture i giusti nutrienti e uno sviluppo sano e florido. Vediamo insieme cos’è, quali sono i tipi di concime organico più diffusi e come utilizzarlo al meglio.

Concime organico: tutto sui metodi di fertilizzazione

In tema di giardinaggio e orticoltura, ogni pollice-green che si rispetti sa che la concimazione è una fase colturale molto importante poiché serve ad apportare al terreno, e quindi alle piante, tutti i nutrimenti necessari alla crescita.

Che si tratti di piante da fiore coltivate in giardino o in vaso, arbusti, piante sempreverdi, rampicanti o alberi da frutto, il concime organico è una preziosa fonte di sali minerali, micro e macro-elementi indispensabili all’accrescimento delle nostre colture.

concime organico

Le piante, infatti, non vivono solo di ossigeno, carbonio e idrogeno che prelevano dall’aria e dall’acqua. La loro crescita dipende anche da altre sostanze nutritive presenti nel terreno. Queste sostanze si dividono in 3 categorie:

  • Macro-elementi maggiori (azoto, fosforo, potassio)
  • Macro-elementi secondari (calcio, magnesio, zolfo, ferro)
  • Micro-elementi (rame, zinco, boro, manganese, molibdeno)

Tutti questi principi nutritivi vengono ceduti alle piante attraverso il terreno – se la messa a dimora è in piena terra – o il terriccio qualora si tratti di coltivazioni in vaso. La carenza di queste sostanze, infatti, si ripercuote sull’equilibrio vegetativo della pianta e si manifesta sopratutto su foglie e frutti.

Il concime organico può essere ritenuto a tutti gli effetti un fertilizzante naturale poiché apporta al terreno tutto ciò di cui la pianta ha bisogno per crescere e prosperare. Ma quali sono, dove si trovano e come devono essere somministrati perché la loro resa sia davvero efficace? Scopriamolo insieme.

concime organico

Concime organico cos’è

Il concime organico è la fonte di nutrimento più naturale e facilmente reperibile di cui l’uomo può disporre per fertilizzare il suolo, sia esso un semplice orto casalingo, sia un campo di grandi estensioni coltivato in maniera intensiva. Serve infatti a fornire alla terra il nutrimento necessario allo sviluppo delle colture.

La fertilizzazione, infatti, è una pratica molto antica e applicata sia per sostenere la fase vegetativa e riproduttiva delle piante che per mantenere inalterate le sostanze nutritive disperse nel terreno.

Oltre che per le colture in pieno campo, la concimazione organica rappresenta un intervento molto importante per le piante coltivate in vaso che necessitano ancor di più di nutrimento per sviluppare un buon apparato radicale in uno spazio molto limitato.

concime organico

Il concime organico somministrato nelle quantità e nei tempi giusti, consente alle piante, comprese le varietà ornamentali, di accedere a tutti i nutrienti di cui hanno bisogno. Si tratta essenzialmente di composti biologici ricavati da depositi animali o vegetali (ecco perché ‘organici’).

I fertilizzanti biologici contengono anche acqua, cellulosa e materiale secco e vegetale di varia natura che va a integrare le risorse naturalmente presenti nel terreno con grande beneficio per le piante che vi dimorano. In generale, il concime organico può essere annoverato in due macro-categorie:

  • Concimi organici azotati, ricchi di fosforo, potassio e microelementi in quantità variabili.
  • Concimi organici NP che contengono azoto organico e fosforo di derivazione biologica, ma non potassio.

Entrambi i gruppi di fertilizzanti citati sono facilmente reperibili anche nei vivai e nei garden-center a prezzi variabili.

concime organico

Concime organico: le tipologie

I concimi organici più diffusi e utilizzati sono tanti quante le fonti da cui possono essere generati. Come anticipato sono facilmente reperibili in natura, nei vivai, nei negozi specializzati in giardinaggio e in alcuni caso possono essere prodotti anche a casa.

Ecco un elenco dei principali tipi di concime organico disponibili sul mercato:

  • Pennone: derivato da piume e penne di animali di allevamento. Contiene una percentuale variabile di azoto organico e carbonio di origine biologica.
  • Guano: ha origine dagli escrementi di uccelli, sopratutto marini e residui di pesce. La sua composizione è molto variabile, ma prevede azoto organico, fosforo e piccole quantità di potassio.
  • Pelli di animali e crini: sono scarti animali che non trovano altro impiego se non la produzione di concime. Derivano dalle lavorazioni delle pelli o da macellazione di animali. Forniscono un buon contenuto di azoto e a volte di anidride fosforica.

concime organico

  • Letame o stallatico: si tratta di escrementi di animali di allevamento equini, bovini, suini e ovini. La percentuale di nutrienti è molto variabile e varia in funzione della specie da cui provengono. In virtù dell’ottimo potere ammendante, il letameviene utilizzato anche per migliorare la tessitura del terreno.
  • Farina di sangue e di carne: sono derivati del sangue, porzioni di ossa, cartilagini e carne residuate dalla macellazione degli animali. Contiene azoto organico, piccole percentuali di fosforo e potassio.
  • Panelli: ottenuto dagli scarti dell’estrazione dell’olio, contengono azoto organico e talvolta piccole quantità di fosforo e potassio.
  • Borlanda essiccata: è un concime organico ottenuto dal centrifugazione del melasso, un sottoprodotto del saccarosio lavorato industrialmente.  Contiene azoto, carbonio organico e potassio in forma di ossido di potassio.

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  • Farina di pesce: originato dagli scarti di lavorazione industriali del pesce trattati con il vapore e poi essiccati e ridotti in polvere. La composizione varia in funzione della specie ittica da cui la farina viene ricavata.
  • Cornunghia: è la polvere di corna o zoccoli di animali destinati alla macellazione. A seconda dell’origine questo fertilizzante può contenere anidride fosforica in quantità anche rilevante. Si tratta del fertilizzante usato in agricoltura biodinamica.
  • Cascami di lana: concime organico ottenuto dalla lavorazione della lana. Deve essere sottoposto a un trattamento di solubilità con acidi e vapore acqueo. La sua composizione è molto variabile, ma comprende azoto organico, fosforo e potassio.

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  • Pollina: è ricavato dalle deiezioni di volatili, sopratutto da polli e galline. Spesso integrato con gesso per diminuire la basicità. Contiene un contenuto minimo di azoto organico e fosforo.
  • Humus:  si ottiene dalla decomposizione di vegetali e insetti presenti sugli strati più superficiali del terreno.
  • Cenere di legna: può avere una composizione diversa a seconda del materiale di derivazione e del tipo di legno impiegato. In genere fornisce una buona percentuale di fosforo, potassio, calcio e magnesio.
  • Sfalci di monocolture: si tratta degli sfalci agricoli lasciati a decomporsi sul terreno. i fertilizzanti da sfalci di monocolture più diffusi provengono da lupino, fava, rafano e senape.

Concime organico fatto in casa

Oltre ad essere acquistato nei negozi specializzati, il concime organico può essere facilmente realizzato anche a partire dagli scarti disponibili in casa e da alcune erbe facilmente reperibili. Si tratta del cosiddetto compost. Molti fertilizzanti naturali, infatti, sono proprio davanti al nostro naso. Si tratta per lo più di:

Un ottimo concime organico fatto in casa è l’infuso o il macerato di equiseto che svolge anche un’azione antiparassitaria protettiva per le piante. Si può preparare a partire dalla pianta fresca o secca.

Basta portate a ebollizione una buona quantità di equiseto in 3 litri d’acqua e lasciare il tutto in infusione per 10 – 15 minuti. A questo punto filtrate, lasciate raffreddare e versate il liquido alla base delle piante. Usate queste fertilizzante liquido quando l’infuso si sarà ormai raffreddato.

Altre informazioni

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