Guida all’agricoltura biodinamica, le origini, quali sono i principi e le certificazioni

di Claudio Riccardi del 29 gennaio 2016

Andiamo a scoprire insieme i principi dell’agricoltura biodinamica e come si differenzi da quella biologica.

Quando si parla di agricoltura biodinamica in realtà si dovrebbe parlare di un ‘modo di fare agricoltura’ dove è tutta la fattoria ad essere un vero e proprio organismo’vivente’ che opera in modo complesso.

Piante, terreno e animali sono parte di un unico sistema le cui relazioni si bilanciano tra loro senza bisogno di input esterni, in un ciclo dove tutto rinasce e muore.

Si tratta di un metodo che alcuni ritengono ancora più in sintonia con la Natura di quello biologico anche se comunque ne sposa alcuni principi – come il divieto di utilizzo di fertilizzanti e pesticidi di origine chimica – pur differenziandosi per l’uso di preparati particolari a base di erbe e minerali, irrorati sulle piante, e perché segue i cicli lunari sia per la semina che per i lavori nei campi.

Rudolf Steiner

I principi dell’agricoltura biodinamica sono stati impostati da Rudolf Steiner, filosofo e ideatore anche del metodo educativo di Waldorf.

Austriaco, visse tra la fine ‘800 ed inizio ‘900. Da sempre interessato all’esoterismo, si avvicinò anche all’agronomia su richiesta dei contadini dell’epoca con l’intento di incrementare la produzione dei propri terreni. Fu così che gettò le basi sulle quali poi si svilupperanno le pratiche più conosciute tra gli agricoltori biodinamici.

Nel 1924, infatti, il famoso antroposofo tedesco tenne una serie di incontri con degli agricoltori per trovare una soluzione diversa che non impiegasse additivi ‘chimici’ per l’allevamento e la coltivazione nelle fattorie. Steiner qui formulò in pubblico la sua idea di biodinamica.

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I principi base e gli strumenti

La scienza biodinamica si fonda sulla supposta conoscenza delle forze che governano gli esseri viventi, con un’attenzione particolare ai pianeti e alle lune, cercando di mettere nella giusta interconnessione terreno e cielo.

Il principio base della disciplina nasce dal concetto che la fattoria è un organismo a se stante in cui tutti i suoi abitanti sono sì elementi autonomi ma interconnessi tra loro da relazioni che ne permettono la sopravvivenza reciproca.

Su questa base poi le piante, gli animali e lo stesso contadino – ma anche i loro scarti (dalle deiezioni degli animali alle parti della pianta che restano al suolo dopo il raccolto) – concorrono a fertilizzare, nutrire e mantenere in salute l’intero eco-sistema.

Gli strumenti utilizzati sono:

Pur adottando metodi antichi, che da sempre sono utilizzati nei nostri campi, spesso prendendo spunto dalla permacultura e dall’agricoltura tradizionale, come la rotazione delle colture, le colture di copertura, i metodi di concimazione naturale, i cicli lunari, la biodinamica, si discosta però dalla tradizione agricola.

Considera dunque fondamentale su tutto l’organismo-fattoria l’influsso di una dimensione cosmica e di conseguenza identifica nei preparati, nelle varietà di piante e nelle fasi lunari dovrebbero intensificarne gli effetti.

L’equilibrio che coinvolge l’organismo-fattoria porta a rispettare il bio-sistema e i suoi organismi, che sono considerati utili, per cui, ad esempio, non esistono piante infestanti da eliminare perché tutte sono utili.

Steiner ha sviluppato un metodo che ha ricadute anche sul sistema sociale, così la comunità in cui si trova la fattoria diventa anche un nuovo modello culturale di aggregato dove valgono gli stessi principi alla base della biodinamica.

I preparati naturali per fertilizzare la terra

La base di tutto è l’utilizzo di preparati biodinamici. Sono gli strumenti fondamentali per fertilizzare il suolo, perché capaci di trasferire le forze cosmiche e soprannaturali alla terra.

Tra gli elementi utilizzati per creare questi preparati si contano erbe e minerali già adoperati in fitoterapia come l’achillea, il tarassacol’equiseto e la valeriana.

E la modalità è simile ai preparati omeopatici, in cui ogni preparato serve per uno specifico processo di decomposizione del suolo e la dose è minima rispetto alla massa dell’organismo da trattare.

Steiner ne individua 9 tipi, di cui dà anche indicazioni specifiche su come devono essere ottenuti.

Il più famoso è il “Preparato 500, cornoletame“. Esso prevede l’utilizzo del letame di vacca, che abbia preferibilmente partorito almeno una volta. Il letame viene messo all’interno di un corno, sempre di vacca, seppellito e lasciato fermentare sotto terra per tutto l’inverno. Dissotterrato, lo si miscela con dell’acqua tiepida o piovana e lo si dinamizza, ossia lo si mescola per un’ora creando dei vortici. Infine, lo si distribuisce al suolo con la pompa a spalla.

Un altro preparato biodinamico è il “Preparato 502“, a base di fiori di achillea, da mettere in vesciche di cervo, dopo averli essiccati al sole per tutta l’estate. Poi si sotterra il tutto.

Un altro esempio ancora è quello del “Preparato 505”, che prevede l’utilizzo di corteccia di quercia legata al teschio di un animale domestico, da immergere in una pozza d’acqua corrente.

Alcuni studi hanno poi dimostrato che in effetti i micro-organismi e la stessa struttura del suolo sembrano godere di effetti positivi, quali maggiore fertilità e bio-diversità, addirittura accelerando la fase di compostaggio, e maggiore stimolo allo sviluppo della crescita delle piante.

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La certificazione Demeter

L’agricoltura biodinamica ha oltre 80 anni di storia e si affianca ovviamente all’agricoltura biologica dato che tutti i prodotti dell’agricoltura biodinamica devono anche essere certificati secondi le linee guida dell’agricoltura biologica, oltre che possedere una certificazione ad hoc, lo standard Demeter.

Si tratta infatti di un marchio internazionale che certifica la provenienza del cibo da metodi di coltivazione biodinamica, e costituisce l’unica garanzia che un vino, un cereale o un formaggio siano veramente prodotti seguendo i principi di questa ‘filosofia’ della coltivazione.

I prodotti biodinamici offrono quindi una duplice tutela per i consumatori in quanto sono controllati sia dagli organismi di controllo per il biologico e che dalla Demeter Italia.

Vai alla lista delle principali certificazioni di qualità biologiche.

Agricoltura biodinamica e agricoltura biologica

Chi ha ben capito la differenza tra biologico e biodinamico alzi la mano! Se ne parla spesso ma è ancora poco chiaro. Il biodinamico infatti utilizza lo stesso metodo di produzione dell’agricoltura biologica, solo con un pizzico di…. magia in più.

Seguendo il principio di questa forma di agricoltura, la concimazione, la coltivazione e l’allevamento vengono attuati rispettando e promuovendo la fertilità e la vitalità del terreno e tutelando al contempo le qualità tipiche delle specie vegetali e animali.

Sono aboliti l’utilizzo di fertilizzanti minerali sintetici e di pesticidi chimici, e il terreno viene gestito seguendo i cicli cosmici e lunari. Sono inoltre utilizzati materiali vegetali come fertilizzanti, rotazioni colturali, lotta antiparassitaria meccanica e pesticidi a base di sostanze minerali e vegetali.

Ogni azienda agricola biodinamica ideale ha anche un allevamento di bestiame dove il concime prodotto dagli animali va a fornire il fertilizzante, da usare dopo il compostaggio per incrementare la vitalità del terreno.

Per saperne di più vi consiglio di visitare il sito nazionale di agricoltura biodinamica.

Altre informazioni

Queste teorie hanno fatto appassionare e discutere gli addetti ai lavori, in quanto non vi è una base scientifica, ed il principio su cui si basano questi preparati è molto simile a quello della medicina omeopatica.

Il biodinamico sia una materia molto vasta e varia, tanto che il disciplinare è in continua evoluzione ed è facile dissacrare questo metodo  ‘anticonvenzionale’ di fare agricoltura. Più che rappresentare l’insieme di “pratiche”, è una vera e propria filosofia, se non addirittura una ‘religione’.

Ma se vi dicessi che una delle più grandi aziende vinicole francesi è biodinamica, che pensereste?

Ecco dei libri consigliati per approfondire di più il tema dell’agricoltura biodinamica.

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