Tarassaco: proprietà e ricette per decotto, infuso e frittate

di Maura Lugano del 10 giugno 2017

Il tarassaco comune (nome botanico Taraxacum officinale) è una pianta spontanea considerata “depurativa” per eccellenza: scopriamo tutte le sue proprietà (e ben quattro ricette).

Diffusissima in tutte le zone e altitudini, la pianta di tarassaco cresce sia in clima temperato che freddo e fino ai 2.000 metri di altitudine. E’ caratteristica per le sue foglie dentellate. Per questo è anche chiamata dente di leone.

Per i suoi fiori gialli che si trasformano in quelle morbide sfere alcuni li chiamano soffioni. Impossibile non conoscerli, tutti ci siamo divertiti da bambini con loro.

Conosciuto volgarmente con il curioso nome di ‘piscialetto’, il tarassaco (Taraxacum officinale – fam. Asteracee) deve la sua fama alle note proprietà depurative e diuretiche della radice. In botanica, il tarassaco è classificato come pianta erbacea perenne di dimensioni e altezza modeste.

Si presenta caratterizzato per lo più dalla grossa radice a fittone che si sviluppa a profondità ridotte e dalla tipica infiorescenza giallo-dorata.

Il tarassaco è diffuso lungo tutto lo stivale e ben si adatta a qualsiasi tipo di latitudine: è facile, infatti, ritrovarlo sia in pianura che in montagna, anche oltre i 2000 metri, e predilige i bordi dei sentieri, i prati e i terreni incolti.

Tarassaco: le sue proprietà nella storia

Nel Medioevo, il tarassaco veniva utilizzato come efficace rimedio contro i disturbi di fegato e reni, forse per via del suo colore ‘giallo’ intenso che ricorda quello della bile.

In effetti, col passare dei secoli, la scienza ne provò l’efficacia e tra il 1500-1600 diversi furono i naturalisti e farmacisti che riconobbero al tarassaco proprietà diuretiche e addirittura curative per le ferite. Per motivi analoghi la medicina cinese ne fa da sempre ampio uso.

Tarassaco: le proprietà di foglie e radici

Il taraxacum officinalis viene utilizzato in tutte le sue parti, benché la parte più preziosa, quella che contiene in forma più concentrata le proprietà depurative, sia la radice.

Le foglie di questo ingrediente della cucina naturale possono essere consumate in insalata. E’ opportuno utilizzare quelle più giovani perché più tenere e meno amare,.

Quelle più vecchie, che sono quelle vicine alla base della pianta, si possono usare cotte, come si faceva un tempo, per minestre, minestroni e zuppe. Invece i fiori di tarassaco in alcune zone d’Italia vengono messi sott’aceto e consumati come i capperi.

La parte del tarassaco più ricca di virtù terapeutiche, come anticipato, sono le radici. Essendo una pianta perenne, le radici possono allungarsi in modo evidente nel terreno e divenire sensibilmente robuste.

Le virtù di questa pianta spontanea sono molteplici: grazie al tarasserolo, gli steroli, le vitamine, l’inulina, i sali minerali e i principi amari contenuti in grandi quantità nella radici, il tarassaco è considerato una delle piante officinali più efficaci per stimolare la funzionalità biliare, depurare fegato e reni dalle tossine e favorire la digestione.

Oltre a purificare, questi principi svolgono anche un’azione antinfiammatoria e disintossicante sul fegato, favorendo l’eliminazione delle scorie e le secrezioni gastroenteriche.

Per cosa utilizzare questa piantina?

Si utilizzano sia fresche che essiccate per decotti e tisane, le cui proprietà sono depurative favoriscono l’eliminazione delle tossine dall’organismo, combattono la stitichezza ed il colesterolo.

Hanno inoltre proprietà digestive: aiutano l’eliminazione della bile ma anche dei calcoli renali. Infine stimolano l’attività del fegato.

Le già citate proprietà diuretiche che gli sono valse il nome di ‘piscialetto’ tramandato dalla tradizione contadina, sono esaltate dall’alta concentrazione di potassio e flavonoidi che lo rendono un coadiuvante perfetto nella cura della ritenzione idrica, della cellulite e dell’ipertensione.

tarassaco

Alcune piantine di tarassaco

Si raccomanda, quindi, il tarassaco in caso di eccessi alimentari. Se ne consiglia l’assunzione prolungata per alcuni periodi dell’anno con l’avvertimento che il sapore della radice di tarassaco è decisamente amaro. Per tanto a non tutti risulterà gradito e piacevole.

Tarassaco: quali controindicazioni?

E’ stato osservato come il tarassaco possa facilitare il sorgere di acidità di stomaco: per questa ragione, è generalmente sconsigliato a soggetti che soffrono di ulcera o gastrite.
Il tarassaco presenta qualche controindicazione anche per chi soffre di reflusso gastrico o problemi alle vie biliari.
Per la stessa ragione, anche per i pazienti che assumono per via orale quei farmaci che possono avere un effetto sulla parete gastrica (p.e. il paracetamolo), è genericamente sconsigliata l’assunzione di questo ingrediente.

La curiosità: anche relativamente al tarassaco ci sono alcune curiosità. Durante la seconda guerra mondiale dalla radice del tarassaco si estraeva il lattice da cui si ricavava, a sua volta, la gomma. Inoltre, dalla torrefazione delle radici in epoche passate si otteneva un surrogato del caffè, con tutte le proprietà benefiche della pianta.

Tarassaco: alcune ricette

Per finire, alcune semplici ricette, una per una saporita frittata, una per un decotto ed infuso, una per preparare il tarassaco sottaceto ed infine una quarta per fare le saporitissime frittelle di tarassaco. Niente male, no?

Le frittata col tarassaco

Partiamo dalla frittata: servono 500 gr di foglie di tarassaco, (eventuale) 100 gr di pancetta, 1 uovo a persona, sale e olio per la cottura. Sminuzzare la pancetta e passarla in padella con l’olio, sbollentare le foglie di tarassaco, una volta tolte dall’acqua passarle al tritatutto, aggiungere la crema ottenuta alla pancetta. Battere a parte le uova con il sale e unirle agli altri ingredienti, quindi cuocere la frittata su entrambi i lati nella stessa padella della pancetta.

frittata al tarassaco

Col tarassaco ci si può sbizzarrire: c’è chi preferisce la versione di frittata che utilizza i fiori già sbocciati

Il decotto di tarassaco

Per preparare un ottimo decotto di tarassaco è invece necessario procurarsi un cucchiaio di radici essiccate e sminuzzate in acqua fredda. Una volta giunto ad ebollizione, occorre coprire e lasciare in infusione per almeno 10 minuti. Il tarassaco può essere assunto anche sotto forma di capsule o compresse (2 volte al giorno lontano dai pasti), o sotto forma di tintura madre (50 gocce in poca acqua, tre volte al dì lontano dai pasti).

I boccioli sottaceto

Più originale questa ricetta, che utilizza i fiori ancora chiusi in bocciolo. Per preparare i boccioli di tarassaco sottaceto a mo’ di capperi, è sufficiente una manciata di boccioli, aceto, succo di limone e sale. Fate bollire i boccioli di tarassaco per cinque minuti in acqua salata e acidulata col succo di un limone, scolate e lasciate raffreddare e asciugare per bene. A questo punto, riponete i vostri boccioli in un vasetto di vetro a chiusura ermetica e ricoprite con dell’ottimo aceto di vino bianco.

Le frittelle di fiori di tarassaco

Ultima ricetta, utilizzando i fiori di tarassaco già sbocciati. Per realizzare delle ottime frittelle di fiori di tarassaco, invece, avrete bisogno di 4 tazze di fiori già sbocciati, lavati e asciugati, 150 grammi di farina 00, 1 bicchiere di vino bianco secco, 1 tuorlo, 2 albumi, 1 bicchiere di brandy, zucchero, sale e olio da frittura.

Create una pastella mescolandola farina con il vino, il brandy, un cucchiaio di zucchero, un pizzico di sale, e i due albumi montati a neve. Immergete nella pastella i fiori di tarassaco e fate friggere in olio ben caldo. Servite immediatamente le frittelle, magari accompagnandole con un’insalatina di tarassaco, tanto per restare in tema. Che ve ne pare?

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