Tarassaco: proprietà e ricette per decotto, infuso e frittate

di Maura Lugano del 21 Gennaio 2019

Il tarassaco comune (nome botanico Taraxacum officinale) è una pianta spontanea considerata “depurativa” per eccellenza: scopriamo tutte le sue proprietà (e ben quattro ricette).

Tarassaco: proprietà e ricette per decotto, infuso e frittate

La pianta di tarassaco

In botanica il tarassaco (Taraxacum officinale) è classificato come pianta erbacea perenne di dimensioni e altezza modeste, appartenenete alla famiglia delle Asteracee. Diffusissimo in tutte le zone e altitudini, cresce sia in clima temperato che freddo e fino ai 2.000 metri di altitudine.

È caratterizzato da una grossa radice a fittone, che si sviluppa a profondità ridotte, e dalla tipica infioresecnza a bottone di color giallo-dorato.

Presente lungo tutto lo stivale, ben si adatta a qualsiasi tipo di latitudine: è facile, infatti, ritrovarlo sia in pianura che in montagna, anche ad alta quota, ma predilige i bordi dei sentieri, i prati e i terreni incolti.

Tarassaco: fiore

Il fiore giallo-arancio è costituito da un capolino circondato da due ordini di petali (brattee) dritti fino a quando i semi maturano, che poi si abbassano per permettere ai semi di disperdersi, grazie ad una specie di ‘paracadute’. Viene anche chiamato dente di leone.

tarassaco

Aperto di giorno, si chiude di notte. Ogni stelo porta un singolo fiore e si erge per 1-10 cm sopra le foglie. I fusti e le foglie emettono un lattice bianco quando vengono spezzati.

È conosciuto con il nome popolare di ‘piscialetto’ per via delle proprietà depurative e diuretiche della radice.

Tarassaco: soffione

I suoi fiori gialli maturano e si trasformano in impalpabili e delicate sfere bianche chiamate soffioni. Infatti, basta un soffio per farle sfaldare e volare via.

Si tratta di globi contenenti molti frutti monoseme, chiamati acheni. Ogni achenio è attaccato ad uno stelo e a un piccolo ciuffo finissimo, simile a dei capelli, che funge da paracadute e ne permette la dispersione su lunghe distanze grazie al vento.

Impossibile non conoscerli, tutti ci siamo divertiti con loro da bambini!

tarassaco

La storia del tarassaco o Dente di leone

Nel Medioevo, il tarassaco veniva utilizzato come efficace rimedio contro i disturbi di fegato e reni, forse per via del suo colore ‘giallo’ intenso che ricorda quello della bile.

In effetti, col passare dei secoli, la scienza ne provò l’efficacia e tra il 1500-1600 diversi furono i naturalisti e farmacisti che riconobbero al tarassaco proprietà diuretiche e addirittura curative per le ferite. Per motivi analoghi la medicina cinese ne fa da sempre ampio uso.

Tarassaco: proprietà di foglie e radici

Il taraxacum officinalis viene utilizzato in tutte le sue parti, benché la parte più preziosa, quella che contiene in forma più concentrata le proprietà depurative, sia la radice.

Le foglie di questo ingrediente della cucina naturale possono essere consumate in insalata. È opportuno utilizzare quelle più giovani perché più tenere e meno amare.

Quelle più vecchie, che sono quelle vicine alla base della pianta, si possono usare cotte, come si faceva un tempo, per minestre, minestroni e zuppe. Invece i fiori di tarassaco in alcune zone d’Italia vengono messi sott’aceto e consumati come i capperi.

La parte del tarassaco più ricca di virtù terapeutiche, come anticipato, sono le radici. Essendo una pianta perenne, le radici possono allungarsi in modo evidente nel terreno e divenire sensibilmente robuste.

Le virtù di questa pianta spontanea sono molteplici: grazie al tarasserolo, glisteroli, le vitamine, l’inulina, i sali minerali e i principi amari contenuti in grandi quantità nella radici, è considerato una delle piante officinali più efficaci per stimolare la funzionalità biliare, depurare fegato e reni dalle tossine e favorire la digestione.

tarassaco

Oltre a purificare, questi principi svolgono anche un’azione antinfiammatoria e disintossicante sul fegato, favorendo l’eliminazione delle scorie e le secrezioni gastroenteriche.

Le già citate proprietà diuretiche che gli sono valse il nome di ‘piscialetto’ tramandato dalla tradizione contadina, sono esaltate dall’alta concentrazione di potassio e flavonoidi che lo rendono un coadiuvante perfetto nella cura della ritenzione idrica, della cellulite e dell’ipertensione.

Si raccomanda, quindi, il tarassaco in caso di eccessi alimentari. Se ne consiglia l’assunzione prolungata per alcuni periodi dell’anno con l’avvertimento che il sapore della radice di tarassaco è decisamente amaro. Per tanto, non a tutti risulterà gradito e piacevole.

Tarassaco: antitumorale

Confermato da diversi studi, l’estratto acquoso fermentato di Taraxacum officinale ha mostrato effetti anti-proliferatvi sia sulle cellule tumorali adulte e che dei bambini, da solo o in combinazione con estratti di vischio.

Gli effetti anticancro si hanno nei neuroblastoma e nelle leucemie.

Tarassaco: compresse

I principi attivi di questa pianta sono efficaci anche se è assunto sotto forma di capsule o compresse (2 volte al giorno lontano dai pasti), o sotto forma di tintura madre (50 gocce in poca acqua, tre volte al dì lontano dai pasti).

Tarassaco: tisana e decotto

Per sfruttare l’azione depurativa, se ne utilizzano le foglie sia fresche che essiccate e le radici per fare decotti e tisane, che favoriscono l’eliminazione delle tossine dall’organismo, combattono la stitichezza ed il colesterolo. È molto indicata in caso di calcoli renali.

La tisana aiuta anche l’eliminazione della bile e stimola l’attività del fegato. Ecco come prepararla.

Ricetta della tisana di tarassaco

Per preparare un’ottima tisana è necessario procurarsi

  • 1 cucchiaio di radici essiccate
  • 1 tazza di acqua

Preparazione. Fate bollire l’acqua e lasciate in infusione per almeno 10 minuti le radici. Filtrate e zuccherate a piacere.

Tarassaco in cucina

Durante la seconda guerra mondiale dalla radice del tarassaco si estraeva un latice, da cui si ricavava, a sua volta, la gomma. Dalla torrefazione delle radici, in epoche passate, si otteneva un surrogato del caffè, con tutte le proprietà benefiche della pianta.

tarassaco

Oggi in cucina se ne utilizzano soprattutto i fiori sbocciati e le foglie fresche in misticanza. Le foglie possono essere lessate per comporre omelette e frittate, zuppe e minestre.

Tarassaco: ricette

Ecco alcune semplici ricette, una per una saporita frittata, i boccioli sottaceto ed infine delle saporitissime frittelle. Niente male, no?

Le frittata col tarassaco

Partiamo dalla frittata: servono

  • 500 gr di foglie di tarassaco
  • 100 gr di pancetta
  • 1 uovo a persona

Preparazione. Sminuzzate la pancetta e passatela in padella, sbollentate le foglie di tarassaco, una volta tolte dall’acqua passatele al tritatutto, aggiungete la crema ottenuta alla pancetta. Battete a parte le uova con il sale e unitele agli altri ingredienti, quindi cuocete la frittata su entrambi i lati nella stessa padella della pancetta.

I boccioli sottaceto

Questa ricetta originale utilizza i fiori ancora chiusi in bocciolo per farne dei sottaceto, a mo’ di capperi. Sono sufficienti:

  • 1 manciata di boccioli
  • aceto qb
  • succo di 1 limone

Preparazione. Fate bollire i boccioli per 5 minuti in acqua salata e acidulata col succo di limone, scolate e lasciate raffreddare e asciugare per bene. A questo punto, riponete i vostri boccioli in un vasetto di vetro a chiusura ermetica e ricoprite con dell’ottimo aceto di vino bianco.

Le frittelle di fiori di tarassaco

Utilizzando i fiori di tarassaco già sbocciati potete realizzare delle ottime frittelle. Avrete bisogno di

  • 4 tazze di fiori già sbocciati
  • 150 gr di farina 00
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • 1 tuorlo
  • 2 albumi
  • 1 bicchiere di brandy
  • 1 cucchiaio di zucchero

Preparazione. Preparate una pastella mescolando la farina setacciata con vino, brandy, zucchero, un pizzico di sale e gli albumi montati a neve. Immergete nella pastella i fiori lavati e asciugati delicatamente con uno strofinaccio e fate friggere in olio ben caldo. Servite immediatame te le frittelle, magari accompagnandole con un’insalatina di tarassaco, tanto per restare in tema.

Tarassaco: controindicazioni

L’assunzione di questa erba amara è controindicata in caso di:

  • patologie dell’apparato cardiaco e renale, perché è presente un’elevata quantità di potassio che puà essere un problema in chi soffre di queste patologie.
  • gastrite, ulcera, reflusso gastrico e calcolosi biliare, perché facilita il sorgere di acidità di stomaco e può creare diversi disturbi all’apparato digerente.
  • assunzione di farmaci diuretici, poiché è particolarmente ricca di potassio e flavonoidi. Se combinata con diuretici, può causare un aumento dei livelli di potassio (iperkaliemia) nel sangue.
  • gravidanza e in allattamento.

Tarassaco: controindicazioni sui farmaci

Deve essere usato con cautela se si segue una terapia antibiotica con farmaci a base di ciprofloxacina, levofloxacina  e moxifloxacina, perché può ridurre l’assorbimento di questi principi attivi e diminuirne l’efficacia.

Può ridurre anche l’efficacia di alcuni farmaci per il fegato, aumentandone i livelli ematici. Per via dell’effetto diuretico, può rallentare l’eliminazione del litio da parte dell’organismo, aumentandone così la concentrazione.

In linea di massima è sempre meglio consultare il proprio medico prima di utilizzare un integratore a base di erbe.

Tarassaco: controindicazioni tiroide

In caso di disturbi alla tiroide è necessario fare attenzione e limitare l’assunzione del tarassaco alla sola tisana per non più di 3 tazze al giorno con 5 gr din 250 ml di acqua (specialmente nel caso di tiroide di Hoshimoto). Alcuni studi hanno evidenziato come questa erba amara aiuti a  regolarizzare la sitomatologia tipica di questi problemi endocrini (come stitichezza e irregolarità intestinale, dolori articolari).

Chi segue una terapia ormonale per la regolazione della tiroide dovrebbe evitare di prendere il dente di leone sotto forma di tintura madre, decotto o estratto a secco, che hanno ciascuna differenti concentrazioni di principi attivi. È comunque meglio consultarsi con il medico endocrinologo per definire la dose adatta.

Curiosità

Tarassaco in inglese

In inglese è conosciuto comunemente come dandelion, sebbene il suo nome botanico sia taraxacum.

Altre erbe amare

Se vi interessa usare in cosmetica, fitoterapia e in cucina anche altre erbe amare, guardate queste schede specifiche per scoprire le loro prorietà e utilizzi:

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