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Eni For Human Rights, il report di Eni dedicato ai diritti umani

Eni ha pubblicato il primo report che fornisce informazioni dettagliate sul suo impegno in materia di diritti umani.

Eni For Human Rights, il report di Eni dedicato ai diritti umani

Sono passati più di 70 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, eppure c’è ancora molta strada da fare ed è necessario che la tematica diventi centrale nelle strategie di tutte le aziende.

Eni ha integrato da tempo il rispetto dei diritti umani nel proprio modello di business. In occasione della Giornata Internazionale dei Diritti Umani l’azienda ha infatti pubblicato un documento di 96 pagine, “Eni For Human Rights”, che fornisce informazioni trasparenti e concrete sul suo impegno per il rispetto dei diritti umani.

Il rapporto permette di conoscere le innumerevoli attività promosse in Italia e nei Paesi ospitanti, grazie anche alla collaborazione e il contributo di esperti internazionali e organizzazioni di settore.

Questo documento mostra come il rispetto dei diritti umani sia integrato in ogni nostra attività, coinvolgendo le oltre 30.000 persone Eni e definendo il modo in cui ci relazioniamo con i nostri partner e fornitori, oltre che con le comunità locali che ci ospitano”, ha dichiarato Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni.

“L’integrazione del rispetto dei diritti umani è un processo in continua evoluzione: per questo ci impegniamo per il miglioramento continuo e crediamo che la trasparenza e la responsabilità supportino i nostri sforzi per salvaguardare e diffondere una cultura dei diritti umani”, ha quindi aggiunto Descalzi.

Eni tra le prime aziende globali per il rispetto dei diritti umani

A novembre 2019, Eni si è classificata nel top 4% tra le 200 società valutate dal Corporate Human Rights Benchmark (CHRB) ed è risultata essere best performer nella sezione “Company Human Rights Practices”.

Inoltre, a settembre 2019, l’azienda è stata confermata tra le imprese Global Compact LEAD  individuate per l’elevato livello di impegno nell’iniziativa ‘Global Compact’ delle Nazioni Unite – un movimento globale di aziende e stakeholder che si assumono responsabilità condivise per creare un futuro sostenibile.

Il rispetto dei diritti umani è un prerequisito necessario per sostenere una transizione energetica equa ed è radicato nel modello di business di Eni: salvaguardare la dignità di tutti è fondamentale per poter operare nel lungo periodo e supportare lo sviluppo dei Paesi in cui si opera.

Eni ha posto i diritti umani al centro della sua mission aziendale, che si ispira ai 17 ‘Obiettivi di Sviluppo Sostenibile’ delle Nazioni Unite (SDGs)

Per questo, a dicembre 2018, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la Dichiarazione Eni sul rispetto dei Diritti Umani che, seguendo i principi-guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani (UNGPs), riflette le questioni più rilevanti (salienti) in materia di diritti umani dell’azienda.

Gli impegni concreti di Eni per i diritti umani

Gli obiettivi di Eni si sono da subito trasformati in azioni concrete. L’azienda, infatti, ha sviluppato un’ampia gamma di processi e strumenti per valutare i rischi, gestire gli impatti e le questioni rilevanti in materia di diritti umani, soffermandosi in modo particolare sul lavoro, la catena di fornitura, ma anche i rapporti con le comunità locali e le attività di security.

Eni ha infatti messo in atto iniziative e programmi di sensibilizzazione e formazione con il supporto del top management. Ad esempio, il programma di formazione erogato dall’azienda negli ultimi 3 anni ha visto la partecipazione di 31.000 persone.

L’impegno di Eni è visibile anche all’interno dei Paesi in cui l’azienda opera. Uno degli obiettivi principali è infatti quello di sostenere lo sviluppo dei Paesi che la ospitano e di migliorare le condizioni di vita delle comunità, grazie a interventi mirati a supportare lo sviluppo locale.

Uno sguardo sul futuro

Il report pubblicato da Eni è un punto di arrivo che permette di comprendere l’impatto di quanto è stato fatto fino ad oggi, ma è anche un punto di partenza per continuare a lavorare per il rispetto dei diritti umani di chi lavora per e con l’azienda.

In collaborazione con Eni

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