Categories: Orto e giardino

Farsi il compost senza odore? Nel frigo!

Compostare gli avanzi di cibo è un procedura maleodorante? Pare di no, anzi, la soluzione al problema sarebbe facile e “a portata di frigo”. L’essenziale per affrontare la procedura di compostaggio sarebbe, come sostengono alcuni esperti di questa attività sostenibile, darsi delle regole.

Come prima cosa sarebbe utile capire quanti scarti di cibo produciamo in un certo periodo di tempo e quali tipologie di prodotti ci capita di trovare in eccesso in frigorifero o in dispensa. Escludendo olii, grassi, prodotti caseari, piante malate, erbacce infestanti, scarti organici umani o animali e prodotti trattati chimicamente, tutti inadatti al compostaggio e da destinare preferibilmente alla raccolta indifferenziata, è bene anche capire in che quantità e per quanto tempo solitamente conserviamo gli scarti di cibo trasformabili in compost.

Dopo le doverose considerazioni inziali si potrebbe decidere il tipo di contenitore da utilizzare per conservare meglio scarti di cibo e altri materiali organici. Ma come evitare i cattivi odori prodotti da questi materiali prima che diventino compost?

FOCUS: la guida al compostaggio domestico

Una soluzione fattibile è quella di utilizzare il frigorifero, soprattutto per chi, a casa, ne possiede più di uno e non ha problemi di spazio. Con le basse temperature, gli alimenti tenderanno a deperire in un periodo di tempo più lungo, evitandoci i cattivi odori e dandoci anche la possibilità di trovare il luogo adatto a cui destinare in modo definitivo il nostro compost domestico.

Negli Usa, ad esempio, le possibilità sono diverse: oltre ai punti di raccolta differenziata infatti, si stanno diffondendo i cosiddetti green market, ovvero piccoli mercati cittadini che accettano il compost prodotto in casa. Un’altra soluzione logica, anche in Italia, è quella di cedere il compost ad amici che possiedono un giardino o un orto oppure affidare il materiale organico ad una comunità di giardinaggio.

Dunque, apriamo il frigorifero senza paura, provando a iniziare il compostaggio che potrebbe rivelarsi un’attività sicuramente green e, perché no, anche sociale e divertente.

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Published by
Chiara Greco

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