Germania, leader europeo nelle rinnovabili

di Manlio del 6 Luglio 2010

Regolamentazione chiara, decentramento con responsabilizzazione degli enti locali, contributi e incentivi mirati e naturalmente eccellenza tecnica con investimenti massicci in nuove tecnologie: questa la ricetta in pillole che la Germania ha messo in atto finora nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, stabilendo una indiscussa leadership nel vecchio continente – e non solo –  in questo campo. Una strategia che fa sì che la Germania sia l’unico paese membro della UE al momento ben avviato sulla strada del raggiungimento (anzi, bisognerebbe parlare di superamento) degli obiettivi specificati dal pacchetto clima dell’ UE (obiettivo 20-20-20).

Germania, leader europeo nelle rinnovabili

Diverse sono le imprese di successo a capitale tedesco sorte nel campo delle fonti rinnovabili, così come sono in grande espansione, oltre che notevoli in senso assoluto, i numeri dei green job creati dalla Germania, oltre duecentomila nell’ultimo quindicennio.

Ma andiamo a vedere qualche dato emblematico del “miracolo tedesco” nel campo della produzione di energia elettrica prodotta da fonti alternative.

La Germania, che aveva già superato in largo anticipo, nel 2007, la quota-obiettivo prevista per il 2010 del 12,5% in termini di elettricità prodotta da fonti rinnovabili (era al 16,1% a fine 2009), non prevede alcuna difficoltà nel raggiungere l’obiettivo stabilito per il 2020, pari ad una quota del 20% dell’energia totale prodotta da fonti alternative, quali il solare e l’eolico. Non solo, per il 2030 la Germania ha alzato l’assicella al 45%, cosa che non farebbe che consolidare il primato tedesco nelle fonti rinnovabili.

Il mix tedesco nella strategia per le fonti di energia rinnovabili è ben congeniato e fa intravedere come non sia stata tralasciata nessuna fonte rinnovabile, nemmeno tra quelle per cui la Germania non vantava certo un vantaggio comparato conferitale dal paesaggio, come l’energia solare. In particolare:

Energia eolica:
Si tratta del principale successo della policy tedesca nel campo delle fonti alternative. Per quanto riguarda l’elettricità prodotta dal vento, la Germania è infatti il secondo paese nel mondo per potenza installata, poco dietro agli U.S.A.: a fine 2009 erano ben 25,777 megawatt (MW) prodotti dall’eolico ed era del 6,5% la quota di elettricità consumata dai tedeschi prodotta grazie al vento. Il know-how detenuto dalla Germania nel settore è il più avanzato a livello mondiale e comincia a contribuire anche come quota di export verso i paesi affamati di nuove tecnologie.

Energia solare:
Pur non godendo della stessa insolazione di altri paesi europei, la Germania è uno dei leader in questo segmento: i tedeschi sono uno dei principali prodottori di energia catturata da pannelli fotovoltaici, con una capacità globale di 8,877 megawatt (MW) generati a fine 2009, pari a poco più dell’1% della domanda di energia elettrica del paese. Sul solare tedesco, fonte che è cresciuta in maniera sostenuta fino a quest’anno, si addensano però spesse nubi a causa dei tagli alle generose, ma necessarie ai fini dello sviluppo, sovvenzioni di cui godeva fino all’anno scorso il settore, pari a 2,2 miliardi di Euro, che purtroppo la Bundeskanzlerin Angela Merkel non ha saputo/potuto salvare dai recenti piani di austerity varati dal governo federale. Rimane in ogni caso un campo dove la Germania ha un ruolo di respiro globale guidando progetti come Desertec (cfr foto sotto, tratta da www.desertec.org) ed esportando tecnologia avanzatissima.

Biomasse e biogas:
Qui la Germania è l’indiscusso leader europeo ed in particolare nel biogas ha da poco inaugurato la centrale biogas più grande del mondo a Güstrow, un impianto capace di immettere la bellezza di 46 milioni di metri cubi di biogas nella rete, una quantità tale da coprire il fabbisogno energetico di circa 50.000 persone, praticamente una media cittadina.

Last but not least, prima di chiudere questa nostra prima puntata sull’esempio tedesco, va citata l’importanza di una legislazione ambientale molto severa e di un quadro istituzionale molto avanzato a tutela dell’ambiente, che ha fatto da volano per lo sviluppo dell’intero comparto.

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