In Francia la legge impone apparecchi elettronici riparabili

di Alessia del 22 marzo 2015

La Francia riconosce una serie di diritti agli acquirenti e dichiara guerra agli sprechi imponendo una legge sugli apparecchi elettronici riparabili.

Quando si rompono i pezzi dei vari gadget i costi sono talmente esorbitanti ed è così difficile trovare chi sia in grado di farlo, che si preferisce correre a comprarne un nuovo, questo innesca una spirale negativa di aumento esponenziale dei rifiuti elettronici e un consumo enorme di materiali, anche preziosi, e di energia; imporre apparecchi elettronici riparabili per legge potrebbe essere una via da percorrere nel tentativo di limitare questo spreco.

Il tentativo di porre un limite al fenomeno attraverso lo strumento legislativo lo sta facendo la Francia, grazie alla nuova legge Hamon, entrata in vigore il 13 giugno del 2014, sono state introdotte una serie di novità. La garanzia obbligatoria è stata fissata a 2 anni, vietando la presenza di clausole che la limitavano a soli 12 mesi o anche meno.

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La legge prevede inoltre che debba essere indicato per quanto tempo saranno disponibili sul mercato i pezzi di ricambio nel caso di guasto. I clienti saranno così informati mediante un documento scritto all’atto dell’acquisto. Tuttavia è stato concesso che non ci siano limiti minimi di tempo, per cui il rischio è che qualche azienda decida di indicare una mancata disponibilità da subito.

apparecchi elettronici riparabili

Una uova legge francese impone apparecchi elettronici riparabili sia online che nei negozi

Si è stabilito anche di estendere il diritto di recesso per gli acquisti online da 7 a 14 giorni, di limitare i tempi di consegna entro 30 giorni e di garantire i rimborsi in 14 giorni.

Un’altra importante novità riguarda la scomparsa di campi precompilati relativi a servizi accessori che spesso finivano con il far lievitare i costi. D’ora in poi nessuno scherzo in fattura: spetterà solo al cliente decidere se inserire o meno clausole aggiuntive.

Guerra anche all’obsolescenza programmata (il ciclo di vita del prodotto): non si potranno mettere in commercio prodotti con una durata limitata per far aumentare le vendite. Per i trasgressori multe fino a 300.000 euro o 2 anni di carcere.

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L’ultima novità riguarda l’introduzione delle azioni di gruppo per consentire ai clienti lesi di poter avviare delle azioni legali tutelati da un’associazione di consumatori. Gli effetti di questa legge entreranno in vigore probabilmente entro il 2016, a due anni di distanza dalla promulgazione, ma nel frattempo altri Paesi si sono mossi sull’esempio della Francia.

In Germania, Brasile e anche negli Stati Uniti i burocrati del potere sono impegnati nel difendere i diritti degli acquirenti mediante decreti simili alla legge Hamon. Ma siamo certi che basterà una legge per fermare lo shopping compulsivo degli smartphone dell’ultima ora che il mercato continua a suggerire come meta per la felicità personale?

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