In primavera la Sardegna è green

di Massimiliano del 22 marzo 2017

Prati verdissimi ed esplosione di colori. Non è l’Irlanda, ma la Sardegna in primavera. Stagione che trasforma in veri quadri ambientali i paesaggi isolani.

In primavera la Sardegna è green

Un piacevole invito alle più svariate pratiche ed attività all’aria aperta: trekking, climbing, ippica, mountain bike, canyoning, kayak. Insomma un paradiso per gli amanti del turismo a basso impatto ambientale.

La Sardegna è vasta ed anche ricca di offerte a menù sostenibile. Proponiamo un focus sulla costa centro orientale e sul suo versante interno. Un itinerario che comprende il Golfo di Orosei, il Supramonte e il Gennargentu. Il mare più selvaggio e le montagne più alte dell’isola.

Trekking: tra le tante mete che offre questo pezzo di Sardegna non si può perdere la visita del Canyon di Gorropu, il più esteso d’Europa, che si raggiunge con un trekking di circa due ore (dipende dalla vostra preparazione fisica). Per i più preparati, e pratici di climbing, l’itinerario interno è una vera sfida sportiva.

Tiscali è il nome del villaggio nuragico (età del bronzo, circa 2000 a.c.) nascosto dentro una dolina (una grotta senza il tetto) e che conserva al suo interno gli affascinanti resti di una civiltà scomparsa. Per gli amanti della botanica è una vera scoperta la flora presente all’interno di questa cavità naturale.

Il trekking per raggiungerlo è di circa due ore ma per chi non conosce bene il territorio è preferibile rivolgersi alle tante cooperative di guide escursionistiche che accompagnano i visitatori amanti delle camminate.

Gennargentu: è la montagna più alta della Sardegna ed offre innumerevoli itinerari, le basi di partenza sono nei paesi di Fonni e Desulo, e si apprezza in particolare nella primavera con le fioriture delle Peonie. Una vera rarità botanica. Numerosi gli agriturismi che offrono prodotti della zona, in particolare i prosciutti, i formaggi e le carni arrosto.

Selvaggio  Blu: uno dei trekking, dura diversi giorni, più intensi e difficili. Oltre a camminare bisogna arrampicarsi ma lo spettacolo che offre è unico. Sentieri a strapiombo sul mare cristallino del Golfo di Orosei e pernottamento negli antichi ovili dei pastori (Sos Cuiles) in alcuni casi rimessi a nuovo da un gruppo di volontari (un associazione nata nel paese di Dorgali). Avvertenza: non è per tutti, consigliato solo a chi ha esperienza.

Cala Luna: camminare sui sentieri di montagna ma con meta finale una delle spiagge più belle del Mediterraneo, Cala Luna. Questa la caratteristica dell’itinerario che in meno di due ore porta alla cala divisa da un fiume e arricchita da sei grandi grottoni che si affacciano direttamente sull’arenile.

Bike: per chi è allenato e ama l’avventura con la mountain bike sono innumerevoli gli itinerari hard, ma il territorio offre tante possibilità anche a chi preferisce un più comodo e rilassante cicloturismo. Da non perdere l’orientale sarda (la 125 S.S.) per i paesaggi e per il poco traffico automobilistico. Anche per queste attività esistono società e cooperative che noleggiano le bici o offrono visite guidate su due ruote.

Climbing: per gli esperti non è una scoperta. I climbers di tutto il mondo conoscono bene questo territorio, esaltato da tutti i blogger con la passione per l’arrampicata, e soprattutto in primavera e autunno arrivano in mezzo alle montagne del Supramonte per scalare. Tantissime le vie, anche a picco sul mare. Come la Guglia: un pinnacolo di pietra che s’innalza sulla costa del Golfo di Orosei. A Cala Gonone e Dorgali sono decine e decine le vie. Una tra le palestre naturali più conosciute è quella chiamata “La Poltrona”.

Kayak: pagaiare sulle acque cristalline del Golfo di Orosei  o in quelle non meno affascinanti del lago Cedrino, che ha come sfondo le bianche montagne di calcare del Supramonte. Insomma non manca la scelta degli itinerari in questo suggestivo pezzo di Sardegna che in mare offre anche la possibilità di escursioni in barca a vela. Un’alternativa ecologica a quelle in gommone e in traghetto che animano la costa orientale.

Turismo culturale: oltre l’attività sportiva è facile deliziarsi nei vari piccoli ma graziosi musei che mostrano le particolarità della cultura pastorale.

Consigliamo il museo di S’Abba Frisca a Dorgali, quello archeologico nello stesso paese; quello del pastore a Fonni. Il museo delle maschere a Mamoiada poi il museo di Orgosolo, che non è una struttura espositiva ma lo stesso paese. Colorato da centinaia di “Murales”  che iniziarono ad essere realizzati nel 1968. Anno di rivolta anche per il paese simbolo della Barbagia. Infine a Cala Gonone è stato recentemente inaugurato l’acquario progettato da Peter Chermeyff (architetto dei maggiori acquari del mondo) che non ospita animali acquatici per fare spettacolo ma fa conoscere l’eco sistema marino del Golfo di Orosei all’acquario di Calagonone.

Buona Sardegna a tutti!

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