La vera libertà, non guidare l’auto: in Svizzera condominio riservato a chi non la usa

di Manlio del 10 marzo 2015

Ecco un’altra storia che ci fa riflettere. Nella capitale elvetica, Berna, e più precisamente nel quartiere di Bümpliz, è stata recentemente ultimata la costruzione di un condominio del tutto particolare: gli inquilini, per potervi risiedere, devono infatti sottoscrivere una dichiarazione allegata al contratto d’affitto, in cui si impegnano a non “usare mezzi motorizzati” per gli spostamenti.

Vale a dire, niente auto e niente moto per gli 80 inquilini del nuovo condominio.

E’ vero che gli abitanti di questo complesso immobiliare potranno usufruire di trasporti pubblici di standard svizzero, ma è fondamentale sottolineare la dimensione di rinuncia individuale a vantaggio del bene collettivo. Il fatto di rinunciare all’auto, infatti, come evidenziato da alcuni soci costruttori del complesso, dovrebbe favorire la coesione sociale e lo spirito collaborativo degli inquilini.

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Ma Bümpliz non è un caso isolato e potrebbe essere solo il precursore di una tendenza nascente nella civilissima Svizzera.

Anche a Zurigo, infatti, sono in costruzione diversi condominii car-free, che nei prossimi anni accoglieranno inquilini che si impegnano a vivere senza l’auto.

Uno di questi, il progetto Kalkbreite, è costituito da 250 unità immobiliari e ha accolto i primi residenti a partire dai primi mesi del 2014.

progetto Kalkbreite

Una bella vista del progetto Kalkbreite a Zurigo (Foto via: wbg-zh.ch)

Altri progetti sono in corso e contribuiranno sicuramente contribuiranno a rendere Zurigo ulteriormente vivibile e avanzata sotto il profilo della sostenibilità e della qualità della vita.

E noi? Saremo mai in grado di concepire e realizzare simili progetti?

E capire che la vera libertà è fatta anche di qualche piccola rinuncia?

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Roberto settembre 7, 2013 alle 5:49 pm

Bellissima iniziativa da un paese davvero civile.
Però nessuno pensa che la Svizzera non produce automobili e per questa piccola nazione è facile decidere di disincentivarne l’uso, per molti altri paesi la situazione è più delicata.
Bisogna sempre essere realisti e capire il periodo storico-economico-sociale nel quale viviamo per poter creare delle strategie “alternative” che possano risultare realisticamente applicabili e soprattutto “digeribili” dal punto di vista economico.
Se non facciamo questo passo, per quanto le nostre intenzioni e idee “green” siano nobilissime, non riusciremo mai a farle diventare “mainstream”.

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barbara maggio 14, 2012 alle 8:20 pm

Ahahah, qui in Italia se un sindaco propone una domenica a piedi, durante la quale basta chiedere un permesso per circolare, si inizia a parlare quasi di fascismo, un condominio come questo sarebbe visto come la violazione dei diritti umani… meno male che ancora ci sono paesi civili, che danno un’opportunità, perchè di questo si tratta, è un’opportunità in più, chi ha la macchina può scegliere un altro condominio, mica viene bruciato su un rogo!

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Piero Iannelli maggio 14, 2012 alle 6:00 pm

Un vero paradiso.. certo immaginare la libertà come “divieto” ce ne corre.

Però anche Pol Pot parlava di “libertà” del popolo senza arrivare a questo : ( libertà–>divieto )

Noi grazie alla lotta alla CO2 siamo ancora più “liberi”, con l’Italia impegnata per ben 410 miliardi di dollari… entro il 2020 l’Italia dovrà versare un quarto del suo prodotto interno lordo..

http://oggiscienza.wordpress.com/2011/10/10/altro-declassamento-in-vista/

P.s. Tanto per parlare in “libertà”? qualcuno se ne è accorto che non c’è alcun incremento della temperatura?

MSNBC riporta che la mancanza di aumento di temperatura negli ultimi 12 anni ha convinto ambientalista James Lovelock (ipotesi Gaia) che l’allarmismo climatico non era giustificato.
http://wattsupwiththat.com/2012/04/23/breaking-james-lovelock-back-down-on-climate-alarm/

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Noberasco marzo 12, 2012 alle 1:36 pm

Magari ce ne fossero di più di iniziative come questa per fare delle nostre città degli spazi più verdi e vivibili!!!

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Silvia marzo 10, 2012 alle 2:26 pm

non è una questione di rinunce…anzi… è una questione di popolo civile che ha servizi degni di tale nome.
Qui non credo accadrà mai, in una città microba come Lecce se abiti fuori dal centro storico ( a soli 2 km dal centro storico!) gli autobus non passano se non una volta ogni 40 minuti…se ti va bene… l’ipotesi di scelte del genere sono addirittura impensabili nella mia Roma… credo che se i soldi fossero ben amministrati e venissero investiti DAVVERO per i cittadini moltissimi di noi rinuncerebbero volentieri al traffico, allo smog, allo stress della macchina e alla spesa della benzina.

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