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Lavare i maglioni di lana: quando è davvero necessario (e quando no)

Dalla lana merino al cashmere: quando lavarli davvero, come evitare l’infeltrimento e preservare la morbidezza naturale

La lana è una fibra nobile, viva, intelligente. E proprio per questo non ama essere lavata come un semplice cotone. Eppure molti maglioni finiscono in lavatrice troppo spesso — o nel modo sbagliato — perdendo morbidezza, forma e durata. Ma i maglioni di lana vanno davvero lavati ogni volta che li indossiamo? E cosa succede alle fibre quando entrano in contatto con acqua, detersivi e attrito? In questo articolo facciamo chiarezza, sfatando falsi miti, spiegando la scienza della lana e indicando la vera frequenza di lavaggio, differenziata per tipo di fibra.

Lavare i maglioni di lana: quando è davvero necessario (e quando no)

🧶 I maglioni di lana vanno lavati davvero?

Molto meno spesso di quanto pensiamo. La lana è naturalmente antibatterica, anti-odore ed autopulente  grazie ad una proteina specifica, la lanolina.

Nella maggior parte dei casi è sufficiente arieggiare il maglione e lasciarlo riposare 24–48 ore, poi spazzolarlo delicatamente a secco.

👉 Il lavaggio serve solo quando è sporco, non quando è semplicemente stato indossato.

Cosa succede alle fibre di lana durante il lavaggio

La fibra di lana è ricoperta da microscopiche scaglie di cheratina. Durante un lavaggio aggressivo l’acqua calda fa aprire le scaglie, mentre l’attrito degli altri indumenti e con la lavatrice porta le scaglie ad incastrarsi.

Inoltre i detergenti alcalini usati nel lavaggio degradano le proteine. Il risultato è un infeltrimento, perdita di elasticità, maglione più rigido e spento.

La vera frequenza di lavaggio (dipende dalla lana)

La frequenza consigliata per tipo di lana riassunta in tabella.

Tipo di lana Frequenza ideale Note importanti
Lana di pecora Ogni 5–7 utilizzi Resistente ma tende a infeltrire se stressata
Lana merino Ogni 6–8 utilizzi Fibra fine, molto traspirante, lavaggi rari
Cashmere Ogni 8–10 utilizzi Più migliora con il tempo se lavato poco
Alpaca Ogni 8–10 utilizzi Quasi priva di lanolina, odori minimi
Angora Solo quando necessario Molto delicata, preferire aria e riposo
Vigogna Raramente Fibra preziosa, solo lavaggi professionali
Yak Ogni 8 utilizzi Ricca di oli naturali protettivi
Cammello Ogni 7–9 utilizzi Ottima stabilità, teme detergenti forti

Come lavare un maglione di lana senza infeltrirlo

Le regole d’oro sono poche, ma importanti:

  • Acqua fredda o max 30°
  • Nessuna centrifuga forte, meglio quella da 400 giri
  • Pochissimo movimento
  • Detersivo specifico per lana a pH neutro

Lavaggio a mano (consigliato)

  • Riempite una bacinella con acqua fredda
  • Sciogliete poche gocce di detergente specifico per lana
  • Immergete il maglione senza strofinare
  • Lasciate in ammollo per 5–10 minuti
  • Sciacquate delicatamente
  • Tamponate con un asciugamano e non strizzate mai

Lavaggio in lavatrice

Solo se indicato in etichetta, potete procedere al lavaggio in lavatrice.

  • Programma lana/delicati
  • Centrifuga max 400–600 giri
  • Maglione in sacchetto protettivo

Come mantenere (e ripristinare) la morbidezza della lana

La lana è una fibra proteica e quando viene lavata perde parte della sua protezione naturale. Per aiutarla è importante:

  • usare detergenti con lanolina
  • evitare ammorbidenti sintetici
  • aggiungere 1 cucchiaino di lanolina liquida sciolta in acqua oppure 2-3 gocce di aceto di mele nell’ultimo risciacquo, ogni 2–3 lavaggi

🧪 Questo aiuta a ricompattare le proteine e ridare elasticità alla fibra.

In sintesi

La lana non chiede pulizia ossessiva, ma cura intelligente. Lavare meno i maglioni di lana significa:

  • farli durare di più
  • ridurre micro-danni alle fibre
  • risparmiare acqua ed energia
  • rispettare una fibra naturalmente sostenibile

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Ultimo aggiornamento il 15 Gennaio 2026 da Rossella Vignoli

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Rossella Vignoli

Fondatrice e responsabile editoriale, è esperta di bioedilizia, design sostenibile e sistemi di efficienza energetica, essendo un architetto e da sempre interessata al tema della sostenibilità. Pratica con passione Hatha yoga, ed ha approfondito vari aspetti dello yoga. Inoltre, è appassionata di medicina dolce e terapie alternative. Dopo la nascita dei figli ha sentito l’esigenza di un sito come tuttogreen.it per dare delle risposte alla domanda “Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?”. Si occupa anche del sito in francese toutvert.fr, e di designandmore.it, un magazine di stile e design internazionale.

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