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Le Seychelles scambiano parte del debito pubblico con la protezione del loro territorio

I piccoli Stati collocati in paradisi naturali, ma che stanno vivendo notevoli difficoltà ambientali a causa dell’egoismo dei paesi industrializzati, sono spesso costretti a prendere decisioni plateali per farsi notare. Qualche anno fa le Maldive tennero un consiglio dei ministri subacqueo, per attirare l’attenzione su di sé. Ora tocca alle Seychelles.

Le Seychelles scambiano parte del debito pubblico con la protezione del loro territorio

Le Seychelles, piccola nazione formata da 115 piccole isole nell’Oceano indiano, ha deciso di cedere ad un investitore privato, il fondo Paris Club ed al Governo del Sudafrica, in cambio della ristrutturazione di 30 milioni di dollari del proprio debito pubblico la protezione del 30% del proprio territorio. Una porzione dall’alto potenziale, formata da 400.000 kmq (un’area grande come la Germania), inibita alla pesca e ricca di coralli. Tale contratto permetterà dunque di cominciare a combattere il climate change attraverso una nuova gestione più eco-sostenibile delle coste, della barriera corallina e delle mangrovie.

La zona diventerà così una riserva marina – il solo strumento possibile per tutelare il territorio e dare la possibilità di proteggere le risorse naturali –  con divieto di  pesca e naturalmente di costruzione. L’inibizione alla pesca è fondamentale per due motivi: i pesci potranno vivere liberi di crescere e riprodursi, e quindi ritornare abbondanti, mentre i coralli saranno maggiormente protetti, senza la minaccia delle pratiche di pesca sempre più dannose per l’equilibrio del delicato eco-sistema dei fondali tropicali.

Il finanziamento promuoverà la realizzazione di un piano che rilanci l’economia e la tutela ambientale delle Seychelles, e riguarderà un’area dell’Oceano Indiano tremila volte superiore la superficie stessa dello Stato. Il che significa fare un sacrificio oggi in termini di profitto, ma che avrà grandi benefici nel lungo periodo.

Il premier James Michel così presenta questo progetto: ‘Attraverso questo scambio, saremo capaci di proteggere i nostri oceani, creare opportunità di pesca rispettosa dell’ambiente, ridurre il nostro debito coi Paesi stranieri e avere più denaro per l’economia nazionale, rompendo il ciclo dei prestiti e degli interessi sempre più alti‘.

Certo, arrivare a certi compromessi non è facile. Soprattutto quando in ballo ci sono certe cifre e certi interessi. Ma quello che sta avvenendo nelle splendide Seychelles è un segnale che sta aumentando la consapevolezza verso le tematiche ambientali, e che economia e ambiente fanno parte dello stesso ecosistema.

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Luca Scialò

Nato a Napoli nel 1981 e laureato in Sociologia con indirizzo Mass Media e Comunicazione, scrive per TuttoGreen da maggio 2011. Collabora anche per altri portali, come articolista, ghost writer e come copywriter. Ha pubblicato alcuni libri per case editrici online e, per non farsi mancare niente, ha anche un suo blog: Le voci di dentro. Oltre alla scrittura e al cinema, altre sue grandi passioni sono viaggiare, il buon cibo e l’Inter. Quest’ultima, per la città in cui vive, gli ha comportato non pochi problemi. Ma è una "croce" che porta con orgoglio e piacere.

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