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Nel discorso della vittoria, Obama ci invita a combattere per l’ambiente

Fresco di vittoria elettorale e pronto più che mai ad onorare questo secondo mandato, Barack Obama ha salutato la propria rielezione con un discorso all’America definito da tutti i cronisti ‘entusiasmante’ e in cui non sono mancati molti riferimenti alle future azioni che il ‘neo’ presidente intende intraprendere in chiave ambientale.

Nel discorso della vittoria, Obama ci invita a combattere per l’ambiente

Obama, infatti, ha sottolineato di volere consegnare alle generazioni future un paese forte, solido e senza diseguaglianze, mai più minacciato dallo spauracchio della crisi economica o dai pericoli derivanti dal surriscaldamento globale. Riferimento inevitabile visto il recente disastro provocato dall’uragano Sandy che ha messo in ginocchio lo Stato di New York, seminando morte e distruzione.

Per dar forza a questo messaggio il Presidente americano ha richiamato l’attenzione dei leader del Congresso dei due schieramenti (Repubblicani e Democratici) ai quali ha chiesto più impegno e collaborazione di quella dimostrata durante lo scorso mandato quando molti provvedimenti (anche in difesa dell’ambiente) erano sfumati per la mancanza di una linea comune condivisa. ‘Mettere da parte i particolarismi e gli interessi dei singoli’: è questo, in sintesi, il messaggio che il leader rieletto degli Stati Uniti ha lanciato ai suoi colleghi repubblicani con i quali spera di trovare maggior sintonia.

La prima, grande occasione che l’amministrazione Obama potrebbe (e dovrebbe) cogliere è quella relativa alla normativa dell’agenzia EPA sui gas serra, che mira principalmente ad una significativa riduzione delle emissioni nocive e alla chiusura delle vecchie centrali a carbone in tutti gli stati confederati.

Qualche mese fa, tutte le proposte erano state respinte dai giudici della Corte d’Appello del distretto di Columbia, che avevano bocciato la pratica stabilendo che l’EPA non può obbligare i singoli Stati a tagliare le emissioni.

Ma il compito di Obama sarà sicuramente reso più arduo dagli strascichi della crisi finanziaria internazionale che già l’anno scorso lo aveva costretto a ritirare tutte le norme anti-inquinamento previste a inizio mandato, segnando una clamorosa marcia indietro rispetto a uno dei temi cardine della sua campagna elettorale.

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Riuscirà, Obama, ad onorare questa volta gli impegni presi con i suoi elettori e passare finalmente alla storia come primo presidente ad aver sostenuto concretamente la lotta in difesa del Pianeta? E soprattutto, ce la farà a liberarsi dall’ ingerenza delle compagnie petrolifere che tanto hanno condizionato la precedente presidenza?

Su una cosa siamo tutti d’accordo: per riuscirci, il presidente americano avrà bisogno di tutta la collaborazione possibile da parte della società civile e delle forze politiche.

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Erika Facciolla

Giornalista pubblicista e web editor free lance. Nata a Cosenza il 25 febbraio 1980, all'età di 4 anni si trasferisce dalla città alla campagna, dove trascorre un'infanzia felice a contatto con la natura: un piccolo orticello, un giardino, campi incolti in cui giocare e amici a 4 zampe sullo sfondo. Assieme a lattughe, broccoli e zucchine coltiva anche la passione per la scrittura e la letteratura. Frequenta il liceo classico della città natale e dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2005 è pubblicista e cura una serie di collaborazioni con redazioni locali, uffici stampa e agenzie editoriali del bolognese. Nel 2011 approda alla redazione di TuttoGreen con grande carica ed entusiasmo. Determinata, volitiva, idealista e sognatrice, spera che un giorno il Pianeta Terra possa tornare ad essere un bel posto in cui vivere.

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