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Organic label, la certificazione USA cambia con grandi polemiche

Scoppia la polemica negli USA per le recenti modifiche apportate dall’USDA (United State Department of Agricolture) ai criteri utilizzati per le etichettature dei prodotti BIO e per l’attribuizione dell’Organic label alle aziende agricole operanti nel settore.

Organic label, la certificazione USA cambia con grandi polemiche

A salire sul banco degli imputati è proprio il Dipartimento dell’Agricoltura a stelle e strisce, che è accusato di aver violato il processo di regolamentazione federale per rivedere in maniera unilaterale e senza consultazione pubblica l’elenco delle sostanze (sintetiche o naturali) ammesse in agricoltura organica, con conseguenti rischi per la salute dei consumatori.

Una coalizione formata 15 gruppi di associazioni, negozi alimentari BIO, ambientalisti, produttori di sementi e gruppi di cittadini operanti nel settore del biologico hanno intento una causa presso il tribunale federale accusando l’USDA di aver violato la procedura federale e amministrativa al solo scopo di cambiare a proprio piacimento alcuni criteri fondanti approvati nel testo di legge del 1990, l’Organic Food Production Act.

L’agricoltura biologica negli Stati Uniti è definita come “un sistema di gestione della produzione agricola destinata al mercato alimentare umano che promuove e valorizza la biodiversità, i cicli biologici e l’attività biologica del suolo“. Una definizione che mira a promuovere su larga scala un tipo di agricoltura praticata senza l’aggiunta di sostanza chimiche considerate pericolose. Nel corso degli anni, l’industria del biologico negli Usa è passata così dall’essere un settore di nicchia a un mercato fiorente e in grossa espansione.

FOCUS: Perché compare biologico?

Le regole utilizzate finora per definire l’agricoltura biologica e distinguerla da quella tradizionale sono estremamente severe. Per guadagnarsi l’ambita certificazione, infatti, aziende e agricoltori sono tenuti ad applicare scrupolosamente gli stringenti criteri definiti dall’USDA e sospendere almeno per 3 anni l’uso della stragrande maggioranza di prodotti chimici utilizzati in agricoltura. Anche dopo aver ottenuto la certificazione, le aziende rimangono sotto il controllo serrato del Dipartimento che alla minima violazione può revocare la certificazione o infliggere delle sanzioni.

organic label
Il “pasticciaccio” dell’organic label negli Stati Uniti: come andrà a finire?

Questo sistema di controllo pubblico riguarda tuttora sia i sistemi di produzione che l’etichettatura ed è garantito dal National Standard Organic Board, un comitato nominato dal segretario del Dipartimento dell’agricoltura che rimane in carica per 5 anni e che è tenuto ad organizzare incontri semestrali con i rappresentanti dei consumatori e dei produttori per tutta la durata del mandato.

In virtù di queste ragioni e dell’alto coinvolgimento dell’opinione pubblica nelle decisioni del comitato, L’USDA è stato accusato di aver tradito il fondamento stesso dell’atto, promuovendo un cambiamento politico arbitrario senza ricorrere alla consultazione pubblica.

Ora la palla passa in mano al giudice federale che dovrà decidere se l’USDA sarà tenuta a fare un passo indietro e rivedere le decisioni tanto contestate dalla coalizione di querelanti.

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Erika Facciolla

Giornalista pubblicista e web editor free lance. Nata a Cosenza il 25 febbraio 1980, all'età di 4 anni si trasferisce dalla città alla campagna, dove trascorre un'infanzia felice a contatto con la natura: un piccolo orticello, un giardino, campi incolti in cui giocare e amici a 4 zampe sullo sfondo. Assieme a lattughe, broccoli e zucchine coltiva anche la passione per la scrittura e la letteratura. Frequenta il liceo classico della città natale e dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2005 è pubblicista e cura una serie di collaborazioni con redazioni locali, uffici stampa e agenzie editoriali del bolognese. Nel 2011 approda alla redazione di TuttoGreen con grande carica ed entusiasmo. Determinata, volitiva, idealista e sognatrice, spera che un giorno il Pianeta Terra possa tornare ad essere un bel posto in cui vivere.

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