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Rimini: delfini sotto farmaci, in piccole vasche e con musica assordante

Considerati una vera e propria attrazione turistica, beniamini di grandi e soprattutto piccini per le loro evoluzioni e i volti sempre ‘sorridenti’ e giocosi’, i delfini del rinomato Parco Acquatico di Rimini sarebbero in realtà maltrattati, imbottiti di farmaci e costretti a vivere in condizioni a dir poco inadeguate.

Rimini: delfini sotto farmaci, in piccole vasche e con musica assordante

È quanto hanno scoperto gli uomini del Nucleo Operativo Cites (NOC)  coadiuvati dalle autorità veterinarie della Asl locale che in seguito a un recente sopralluogo ha posto sotto sequestro il delfinario per le numerose irregolarità riscontrate.

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L’ipotesi di reato è maltrattamento di animali selvatici che ha fatto scattare immediatamente la misura cautelare di sequestro della struttura. Le vasche che ospitano i delfini – si legge nel rapporto delle autorità inviato al Ministero della Giustizia – sono risultate inadeguate per le esigenze biologiche dei tursiopi; in particolare non sarebbero dotate di un adeguato sistema di raffreddamento e pulizia dell’acqua, di appositi ripari dal sole e dalla vista del pubblico, di aree per il trattamento medico-veterinario e per la quarantena delle femmine in gravidanza o allattamento.

Gli animali sarebbe costretti a vivere in ambienti biologicamente poveri, all’interno di gruppi artificiali che non tengono conto dei rapporti di parentela in base ai quali i delfini tendono a costituire micro-comunità, ed esposti a un constante stress acustico e alimentare fatto di rumori assordanti, musica e privazioni.

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Tutto questo indurrebbe i poveri mammiferi a comportamenti aggressivi e pericolosi anche per gli uomini (ricordate il caso di Tilly, l’orca che ha ucciso qualche tempo fa la sua addestratrice) ai quali si è rimediato finora somministrando notevoli quantità di tranquillanti e cure ormonali finalizzate ad inibire quanto più possibile l’aggressività degli animali e i comportamenti legati alla sfera sessuale.

Soddisfazione per il lavoro svolto dagli uomini della Forestale, che hanno mostrato cosa veramente si nasconde dietro un luogo a cui noi di Tuttogreen siamo eticamente contrari da sempre. Presto arriverà un’interrogazione parlamentare in Commissione Europea per chiedere la chiusura di questa e di altre strutture simili dove la vita degli animali è ridotta ad uno stato pressoché vegetativo e di alienazione totale.

Incrociamo le dita…

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Erika Facciolla

Giornalista pubblicista e web editor free lance. Nata a Cosenza il 25 febbraio 1980, all'età di 4 anni si trasferisce dalla città alla campagna, dove trascorre un'infanzia felice a contatto con la natura: un piccolo orticello, un giardino, campi incolti in cui giocare e amici a 4 zampe sullo sfondo. Assieme a lattughe, broccoli e zucchine coltiva anche la passione per la scrittura e la letteratura. Frequenta il liceo classico della città natale e dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2005 è pubblicista e cura una serie di collaborazioni con redazioni locali, uffici stampa e agenzie editoriali del bolognese. Nel 2011 approda alla redazione di TuttoGreen con grande carica ed entusiasmo. Determinata, volitiva, idealista e sognatrice, spera che un giorno il Pianeta Terra possa tornare ad essere un bel posto in cui vivere.

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