Roma, Torino e Napoli: ecco dove si curano meglio gli animali

di Luca Scialò del 23 aprile 2015

L’associazione “Animali in città” di Legambiente anche quest’anno ha redatto il consueto rapporto delle città dove si curano meglio gli animali: non manca qualche sorpresa.

Se purtroppo sappiamo bene come sta messa la Sanità italiana, poco conosciamo quella destinata agli animali. Ad informarci, per il quarto anno consecutivo, l’associazione “Animali in città” di Legambiente, mediante un rapporto che offre una mappa delle condizioni sanitarie delle strutture destinate alla cura dei nostri amici a quattro zampe.

Se i gatti sono meglio curati a Roma, Torino e Napoli, a Verbania i cani randagi hanno più possibilità di essere dati in affidamento. Le città siciliane, invece, sono il paradiso dei cosiddetti “cani di quartiere“, o “liberi controllati“. Ossia quei cani che pur non avendo proprietari ufficiali, vengono curati dagli abitanti di una zona. Pessima invece la conoscenza della biodiversità animale, quasi nulla un po’ ovunque.

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Come Legambiente è arrivata a queste conclusioni? Sottoponendo un questionario alle amministrazioni dei comuni capoluogo di provincia e alle Aziende sanitarie locali. Il campione era composto da 85 Comuni capoluoghi di provincia (77% del campione), e 74 Asl (il 50% delle 146 contattate).

Si è così visto che il 90% dei Comuni capoluogo ha attivato l’assessorato e/o l’ufficio dedicato al settore; mentre l’82% delle Asl ha almeno il canile sanitario e/o l’ufficio di igiene urbana veterinaria. In due casi anche l’ospedale veterinario.

animali in città

Non è così male la vita di città, sembra dirci questo gattino…

Dati tutto sommato positivi, ma ingannatori. Ovvero, le strutture ci sono ma funzionano male. Sono infatti pochi gli enti in grado di assicurare servizi di qualità e corrette informazioni ai cittadini: solo quasi quattro città su cento del campione raggiungono un punteggio quantomeno sufficiente (30 punti su 100), mentre tre su cento raggiungono una performance buona e solo due su cento performance ottima (Terni e Prato).

Il restante 59% del campione, dunque più della metà, raccoglie punteggi decisamente insufficienti.
Molta strada da fare, ancora…

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