Come scegliere pesce sicuro da mangiare e privo di mercurio!

di Eryeffe del 1 aprile 2015

Per scegliere il pesce sicuro da mangiare, privo di mercurio e adatto all’alimentazione di tutti, tranne per le donne in gravidanza e i bimbi, ecco alcuni consigli.

Introdurre con una regolarità il consumo di pesce nell’alimentazione è una scelta consigliata da molti esperti e nutrizionisti, sebbene comporti anche dei rischi per la salute.

Tuttavia è possibile scegliere pesce sicuro da mangiare seguendo alcune semplici accortezze.

Negli ultimi tempi, infatti, la presenza di mercurio nella fauna ittica destinata al consumo umano è aumentata in maniera esponenziale, soprattutto nei pesci di grossa taglia che sono ai ‘vertici’ della catena alimentare (tonni, verdesche, pesce spada, palombi, ecc). Tracce di questo metallo ben superiori ai limiti di legge rappresentano un fenomeno ormai diffuso e il pesce che arriva sulle nostre tavole rischia di essere inesorabilmente contaminato dal mercurio, molto pericoloso per bambini e donne in gravidanza.

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Nonostante ciò, esistono delle ‘misure di sicurezza‘ che possono essere adottate  per evitare di ingerire il mercurio o altre sostanze pericolose per la salute attraverso il consumo di pesce. Ecco, dunque, alcune regole fondamentali per mangiare tanto pesce e poco mercurio  e trarne i migliori benefici nutrizionali.

Selezionare attentamente il tipo di pesce

Evitare i grandi pesci, come tonno rosso e pesce spada, e prediligere i pesci di piccole dimensioni, possibilmente non carnivori. I predatori e in generale i pesci di grossa taglia, infatti, tendono ad accumulare molto più mercurio nei tessuti di quanto facciano le loro prede.

mangiare pesce

Tutti i trucchi per scegliere pesce sicuro da mangiare e privo di mercurio.

Controllare la zona di pesca

I pesci di allevamento sono considerati più sicuri di quelli pescati nei mari, in particolare quelli nostrani, dove le concentrazioni di mercurio e altri inquinanti sono addirittura superiori a quelle riscontrate negli oceani. Da tenere d’occhio anche i pesci pescati nei mari dei paesi in via di sviluppo, dove inquinamento e scarsi controlli aumentano il rischio di contaminazione.

Limitare i predatori

Non consumare più di una porzione a settimana di pesci predatori, vale a dire tonno, squalo, marlin, palombo, verdesca, luccio e alternare il loro consumo con specie più sicure, quali sardine, sogliolette, salmone, orate, branzini, trote.

Il tonno è sicuro

Ad oggi, il consumo di tonno in scatola è considerato abbastanza sicuro, poiché gli esemplari utilizzati sono tendenzialmente giovani e di piccola taglia. Tuttavia, è buona norma alternare il consumo di tonno con pesci più piccoli e non predatori.

Pesce in gravidanza

Le donne in gravidanza, in allattamento e i bambini dovrebbero evitare del tutto il consumo di pesce per limitare il rischio di contaminazione. Il metilmercurio, infatti, agisce sul sistema nervoso del feto e dei lattanti e ne compromette il regolare sviluppo.

Immagine via shutterstock.

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Rosa aprile 1, 2015 alle 7:37 pm

Io sapevo di evitare il pesce di allevamento perché alimentato con scarti industriali di pesce…doppio danno alla natura insomma! Ditemi se sbaglio

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