Un mega-impianto di stoccaggio di CO2 inquinerà il Mare del Nord

di Luca Scialò del 11 settembre 2014

Brutte notizie per il Mare del Nord. Drax, un operatore energetico del Regno Unito, ha avuto il via libera da Bruxelles per realizzare un impianto del tipo Carbon Capture and Storage (si tratta di una tecnologia che cattura e sequestra a livello geologico l’anidride carbonica prodotta da grandi impianti di combustione) per lo stoccaggio di CO2 di un impianto che sarà costruito a Selby, nello Yorkshire, nord dell’Inghilterra. Ha pure ricevuto ben 300 milioni di euro di finanziamenti per farlo.

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L’impianto fornirà energia elettrica a 630mila abitazioni, creando anche migliaia di posti di lavoro, che verranno impiegati anche per la costruzione delle tubature dirette verso il sito di stoccaggio. Se gli ambientalisti lo avversano, in Inghilterra i partiti politici all’unanimità, perfino i Verdi, sono d’accordo sulla sua realizzazione.

Considerandolo la soluzione a tanti problemi, occupazionali ed energetici. Ma in realtà i rischi ambientali sono tanti e lo confermano le analisi sui cinque grandi siti di CCS attualmente in uso al mondo (dalla Norvegia al deserto del Sahara).

Un mega-impianto di stoccaggio di CO2 inquinerà il Mare del Nord

Un mega-impianto di stoccaggio di CO2 inquinerà il Mare del Nord

Il 99% dell’anidride carbonica stoccata è destinata a rimanere tale pressoché per l’eternità. Dunque non si smaltisce negli anni. Inoltre, alcune teorie catastrofiste relative a terremoti ritengono che eventi sismici rilevanti potrebbero interessare queste aree, liberando improvvisamente grandi quantità di CO2 che potrebbero essere letali.

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Ma la stessa Unione europea è favorevole e puntare ad usare gli idrocarburi tradizionali, nonostante siano altamente inquinanti e pericolosi. Basta leggere le parole del Commissario europeo per il clima, Connie Hedegaard, poche settimane fa: “così aiuteremo l’ambiente e daremo una mano all’Europa a essere meno dipendente da qualcun altro nel campo dell’energia”. Considerando che il Parlamento europeo si è rinnovato appena due mesi fa per altri 5 anni, non c’è molto da sperare…

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