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Taglio illegale degli alberi, dall’Amazzonia arriva legno presentato come ‘pulito’

Salvare l’Amazzonia dal taglio illegale degli alberi e dal conseguente traffico di legname, che sta distruggendo uno dei polmoni verdi più importanti del nostro Pianeta. È questa l’ultima campagna lanciata da Greenpeace che negli ultimi tempi ha richiamato l’attenzione di tutti i ‘potenti’ della Terra e dei media sul tema del taglio illegale di alberi in Sudamerica da cui si ricava la maggior parte del legname venduto ‘legalmente’ in Europa, Stati Uniti e Israele.

Taglio illegale degli alberi, dall’Amazzonia arriva legno presentato come ‘pulito’

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L’indagine condotta dalla nota associazione ambientalista è durata due anni, un periodo sufficiente per svelare tutte le falle di un sistema di controllo che finisce col rendere ‘legale’ legname che in realtà non lo è per niente.

Dalla minuziosa ricerca, gli esperti di Greenpeace hanno anche evidenziato che l’Italia è lo stato europeo più carente di misure di controllo sulla provenienza del legname immesso nei circuiti internazionali del commercio poiché il Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari non ha mai recepito il decreto attuativo del Regolamento Europeo del Legno varato nel marzo del 2013.

Ma non è tutto. I casi eclatanti svelati dall’indagine di Greenpeace sono diversi: legni pregiati dell’Amazzonia sono stati impropriamente utilizzati addirittura in edifici come il World Trade Center di Ginevra, il ponte di Brooklyn a New York, il Politecnico di Torino, la Biblioteca Nazionale di Parigi.

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Un duro attacco al carente sistema che dovrebbe vigilare e garantire sulla ‘legalità’ del legname importato dal Sudamerica, dunque, ma anche un monito ad Europa e Stati Uniti affinché vengano varate misure urgenti per evitare che l’industria della deforestazione – gestita in molti casi da organizzazioni criminali – cessi di distruggere l’Amazzonia, in particolare quella brasiliana da cui sembrano provenire le più grandi quantità di legname illegale venduto in tutto il mondo. Servono controlli serrati, sanzioni esemplari e molta più responsabilità da parte di tutti, Italia in primis.

Erika Facciolla

Giornalista pubblicista e web editor free lance. Nata a Cosenza il 25 febbraio 1980, all'età di 4 anni si trasferisce dalla città alla campagna, dove trascorre un'infanzia felice a contatto con la natura: un piccolo orticello, un giardino, campi incolti in cui giocare e amici a 4 zampe sullo sfondo. Assieme a lattughe, broccoli e zucchine coltiva anche la passione per la scrittura e la letteratura. Frequenta il liceo classico della città natale e dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2005 è pubblicista e cura una serie di collaborazioni con redazioni locali, uffici stampa e agenzie editoriali del bolognese. Nel 2011 approda alla redazione di TuttoGreen con grande carica ed entusiasmo. Determinata, volitiva, idealista e sognatrice, spera che un giorno il Pianeta Terra possa tornare ad essere un bel posto in cui vivere.

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