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TuttoGreen incontra Giuliano Pisapia: candidato sindaco per Milano del centrosinistra

A Milano le elezioni per rinnovare la giunta comunale e il Sindaco si tengono il 15-16 maggio. All’approssimarsi della fatidica data abbiamo cercato di capire le posizioni dei vari candidati. Abbiamo già incontrato Mattia Calise candidato per il Movimento a 5 Stelle. Ora è il turno di Giuliano Pisapia, che si presenta come candidato unico di tutto il Centrosinistra.

Riteniamo la città un importante punto di riferimento per l’attuazione delle politiche ambientali, data l’estensione dell’area metropolitana e l’importanza economica ricoperta di per sé e per la sua collocazione in una regione fortemente dinamica..

TuttoGreen ha chiesto a Giuliano Pisapia di parlare del suo Programma ed in particolare dei temi che ci stanno più a cuore. Ecco cosa ci ha risposto.

TG: Muoversi a Milano: la viabilità è un tema complesso che coinvolge la rete dei trasporti pubblici urbani ed extra-urbani, i parcheggi, le piste ciclabili e l’Ecopass. Come volete affrontare questo nodo?

G: Per rendere efficiente la mobilità milanese è necessario trasformare l’Ecopass, che così com’è non è efficace né per l’inquinamento né per il traffico, in un pedaggio per la congestione, su modello londinese, che possa dissuadere i mezzi più inquinanti ad entrare in città. L’importante è che i proventi siano destinati a potenziare il trasporto pubblico, cosa che oggi non avviene. Oltre alla riduzione dell’uso dell’auto privata è necessario attuare diversi interventi: integrazione tra parcheggi e car sharing, isole pedonali, regolamentazione della sosta e suo rispetto, eco-logistica merci, estensione della rete delle piste ciclabili. Vanno rispettati i tempi di realizzazione delle nuove fermate e linee della metropolitana. Vanno incrementate le corse e le corsie preferenziali dei mezzi di superficie. La mobilità cittadina deve essere integrata con quella di tutta l’area metropolitana in collaborazione con i Comuni limitrofi.

TG: Rifiuti, parliamo di questo problema e di cosa si può fare a Milano per lo smaltimento. Le vostre iniziative?

G: É necessario che il ciclo dei rifiuti sia integrato nel ciclo del prodotto in modo da diminuire la produzione stessa dei rifiuti. Questa politica di prevenzione della produzione dei rifiuti deve disincentivare, penalizzare economicamente o addirittura vietare la produzione di materiali  e prodotti a ciclo di vita molto breve o senza possibilità di riuso. Bisogna favorire l’utilizzo di materiale riciclabile come vetro, cartone, alluminio. Occorre incrementare il servizio di raccolta nelle zone dove c’è una maggiore presenza di persone per scopi turistico-ricreativi e in tutti i parchi pubblici. Oltre alla riduzione della produzione locale di rifiuti è necessario potenziare la cultura del riuso (attraverso lo sviluppo di mercati e filiere locali) e del riciclo (aumentando la raccolta differenziata per quantità complessiva e per frazioni raccolte separatamente). In questo modo i cittadini e il Comune risparmiano sul costo economico e sociale della gestione del ciclo dei rifiuti. Inoltre Milano deve assolutamente tornare a fare la raccolta differenziata dell’umido.

TG: Piano di Governo del Territorio, un nuovo potente strumento di controllo del territorio che può fare da esempio per le altre regioni. Si può cambiare, migliorare?

G: Il PGT della giunta Moratti vuole la “densificazione” della città basata su nuovi volumi edificati, in buona parte previsti nelle aree del Parco Sud: una scelta inaccettabile. Bisogna capovolgere la logica di questo PGT nella direzione indicata dalle osservazioni presentate dalle associazioni, dai comitati di cittadini e dall’opposizione in Consiglio. È necessario ridare valore agli spazi aperti come bacino di produzione di beni agricoli di prossimità, in particolare nelle aree prossime al Parco Sud; sviluppare in parallelo un forte processo di ricostruzione urbana, un’intensa attività di recupero, valorizzazione e sostituzione del patrimonio edilizio obsoleto e/o abbandonato nella città costruita. Inoltre bisogna arrestare il consumo di suolo evitando nuovi pesanti volumi edificati. Si deve passare dalla logica della rendita fondiaria a quella del valore urbano prodotto da economie e servizi di qualità, liberando gradualmente il Comune dalla dipendenza dagli oneri di urbanizzazione. Bisogna favorire il recupero e il riuso nell’interesse collettivo delle grandi aree di trasformazione. E’ necessario collocare al primo posto, negli ambiti di trasformazione, edilizia residenziale pubblica e sociale, convenzionata con prezzi di vendita e canoni d’affitto sensibilmente inferiori a quelli di mercato.

TG: Expo, un’occasione sprecata o si può fare ancora molto…

G: Per fortuna si può ancora fare molto: l’Expo ci offre la grande occasione di promuovere l’agricoltura di prossimità e la filiera della trasformazione dei prodotti agricoli con caratteristiche di genuinità e km 0 (con divieto di produzioni Ogm); per collegare e diffondere il verde; per difendere e rilanciare il Parco Sud, i parchi territoriali già esistenti, i parchi di cintura; per sostenere, anche attraverso la messa a disposizione di spazi per i Gruppi di Acquisto Solidale e i mercati dei contadini, l’acquisto e l’utilizzo dei prodotti agricoli ecologici e locali nella ristorazione pubblica e privata. L’Expo deve garantire, mediante adeguati meccanismi di controllo urbanistico, che l’area dopo l’evento mantenga le sue caratteristiche verdi e l’edificazione non rientri nel quadro delle operazioni speculative e immobiliari.

TG: Il Verde pubblico, oltre al Parco Sempione manca un vero grande polmone verde alla città mentre si aggiungono altre costruzioni che allargano i confini della città e aumentano la densità del costruito. Come volete muovervi.

G: La risposta a questa domanda è già contenuta nella precedente.

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  • DOvreste precisare che Giuliano Pisapia non è il "candidato del PD", è il candidato unico di tutto il Centrosinistra, appoggiato da una coalizione che comprende 8 liste, 2 liste verdi (partito e lista civica di Milly Moratti), PD, SEL, Federazione della Sinistra, IdV, Radicali e Lista Civica per Milano) 350 candidati di cui oltre la metà donne, e appoggiato in città da 40 comitati spontanei di cittadini che stanno coinvolgendo oltre 2000 persone.
    Pisapia non è "del PD" è il nuovo Sindaco DI MILANO!

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Rossella

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