TuttoGreen incontra WindQuota

di Rossella del 24 Luglio 2011

TuttoGreen ha incontrato Stefano Pepe di WindQuota, una giovane società che vuole sviluppare la produzione di energia eolica attraverso la vendita di piccole “quote”, come dice il nome stesso, degli impianti eolici ad una cifra modesta e accessibile a tutti.  Ecco che cosa ci ha raccontato.

TuttoGreen incontra WindQuota

TG: Spiegaci un pò in cosa consiste WindQuota
SP: WindQuota è una piattaforma di crowdfunding applicata al mondo delle energie rinnovabili. A differenza di uno scenario “classico” dove poche persone investono grandi fondi per avviare un impianto di produzione, il crowdfunding raccoglie piccole quote da molte persone: nel nostro caso è possibile accelerare la diffusione delle rinnovabili, svincolarsi dall’incertezza finanziaria che sta attanagliando il settore e offrire a tutti i benefici che questo mercato sta offrendo.

L’energia prodotta da ciascuna quota viene costantemente misurata e comunicata al cliente, il quale può decidere “virtualmente” come destinarla: navigare su Internet, guardare un po’ di tv o ricaricare la propria auto elettrica. Più quote si acquistano, maggiore è l’energia ad emissioni zero a propria disposizione.

Ogni quota produce energia finanziata da incentivi statali: tramite un meccanismo di punteggi e “virtual good” i nostri clienti potranno indicarci dove destinare gli utili generati, per esempio progetti di ricerca o fondazioni, oppure acquisire ulteriori quote. Per i più geek prevediamo la distribuzione di Facebook Credit, spendibili sul social network per giocare con gli amici.

TG: A che punto siete del progetto?

SP: WindQuota.org è appena nato: ci siamo candidati al Working Capital di Telecom Italia per ricevere fondi di tipo seed e stiamo completando gli sviluppi della piattaforma di distribuzione delle quote. Dietro le quinte ci sono anni di lavoro nella ricerca dei terreni adatti per avviare gli investimenti, al momento abbiamo almeno due appezzamenti opzionati per installare i primi impianti eolici e un portafoglio di altre quattro alternative pronte a partire.

Per settembre contiamo di avviare la closed beta – una versione beta destinata a pochi cioè a numero chiuso – nella quale sarà possibile mettere alla prova la piattaforma, senza alcun impianto allacciato.

TG: Quando e dove partono i primi impianti?

SP: Attualmente siamo molto attivi in Puglia, i cantieri di costruzione del primo e del secondo impianto partiranno entro gennaio 2012, dopo la conclusione della campagna di misurazione anemometrica. Si tratta di mini-eolico, quindi turbine che lavorano anche con poco vento e hanno un impatto ambientale inferiore rispetto alle grandi centrali che conosciamo. Sono in corso attività anche in altre zone della penisola, purtroppo ogni regione ha “labirinti burocratici” con cui occorre prendere dimestichezza per garantire una veloce chiusura dei lavori.

TG: Che corrispettivo avrà chi partecipa al progetto?

SP: Vista l’entità delle remunerazioni offerte da ciascuna quota (circa 6 euro l’anno) e i regolamenti riguardanti la raccolta di capitale privato, inizialmente le quote riceveranno soltanto “valuta virtuale”, da destinare all’interno della piattaforma stessa. In questa fase WindQuota sarà rivolta a chi crede nell’idea, che è un’alternativa al “tree buddying” – la piantumazione di alberi per azzerare le proprie emissioni di CO2. Allargheremo l’offerta facendola diventare un vero prodotto finanziario quando avremo un portafoglio di impianti e un capitale sociale all’altezza delle aspettative di chi cerca un investimento vero e proprio.

WindQuota organizzerà anche cene di ricerca dei fondi sul modello statunitense: in questo caso offriremo investimenti di tipo classico, ovvero la partecipazione nel capitale degli impianti in costruzione e suddivisione degli utili.

Qui l’obiettivo è coinvolgere l’imprenditoria locale e, in un certo senso, ripagarla dell’eventuale disagio estetico arrecato.

TG: A cosa ti sei ispirato?

SP: La passione per l’eolico è nata circa tre anni fa, durante un viaggio alle Isole Canarie. Ho capito che lo sfruttamento delle risorse rinnovabili è uno dei pochi business che possono generare ricchezza senza “consumare” il nostro pianeta, decidendo che avrei investito i miei risparmi in questo mercato.

La passione per il crowdfunding è un po’ più giovane, circa due anni. Tutto è nato leggendo la storia di Kiva, la piattaforma di micro-prestiti per paesi emergenti: in occidente 25 dollari bastano a malapena per andare a cena fuori, mentre in altri paesi possono dare una svolta alla propria vita. I risultati che hanno ottenuto sono eccezionali: dal 2005 hanno raccolto più di 225 milioni di dollari, in gran parte grazie al puro altruismo delle persone.

WindQuota, fin dalle sue fasi iniziali, vuole soddisfare il consumatore responsabile: tutti i produttori ormai sono attenti alla sostenibilità del processo industriale, noi vogliamo puntare alla sostenibilità nell’utilizzo. In questo senso le iniziative di tree buddying e l’ottimo lavoro di LifeGate hanno tracciato la strada da seguire: ciascuno di noi deve poter fare qualcosa per l’ambiente, Internet attraverso la piattaforma WindQuota.org sarà uno degli strumenti per farlo.

TG: Cosa vuol diventare windquota da grande ?

SP: La vision è molto ambiziosa e seguirà tre strade. La prima, da concretizzare nel medio periodo, è quella di diventare un vero e proprio prodotto finanziario. In questo modo ci apriamo a tutto il mercato e possiamo offrire garanzie uguali ai normali fondi d’investimento.

La seconda riguarda l’innovazione: il crowdfunding permette di diluire il rischio imprenditorialeWindQuota andrà costantemente a caccia di tecnologie innovative e altamente produttive nel settore dell’energia eolica. Siamo convinti che si può fare ancora molto, e abbiamo già adocchiato alcune soluzioni (tutte italiane!) molto promettenti che hanno bisogno di finanziatori per raggiungere lo stadio industriale.

In questo caso WindQuota lavorerà per portare su larga scala un progetto vincente e rendere ancora più redditizio il pacchetto d’investimento.

La terza riguarda un meccanismo di crowdsourcing del modello di business: superata una massa critica di utenti registrati, vogliamo avviare un marketplace dove far incontrare proprietari di terreni, investitori e installatori, certificando il processo di realizzazione e (dove necessario) apportare ulteriori capitali per condividere sulla piattaforma i benefici. Già oggi stiamo ricevendo messaggi di persone interessate ad entrare nel progetto in qualità di sostenitori, nel prossimo futuro questa procedura sarà trasparente e molto vicina ai social media.

Non c’è che dire, un’ottima iniziativa che applica l’idea del micro-credito agli impianti di energie rinnovabili! Auguriamo a Stefano e alla sua WindQuota un grande avvenire!

Per approfondire ulteriormente ogni aspetto di WindQuota basta andare  sul sito www.windquota.org

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Barbara Ito luglio 26, 2011 @ 2:42 pm

Supporto le iniziative ecologiche a favore dell’ambiente ma venendo a conoscenza della moria di volatili che ogni anno cadono vittime delle pale non sono piu’ cosi’ a favore dell’eolico!

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