A rischio per estrazione petrolio anche l’Asinara

di Luca Scialò del 22 settembre 2014

L’amore per il petrolio e per il gas non muore mai, neppure in Italia, dove si mette a rischio aree paradisiache a vocazione turistica. Ultima zona a rischio è l’Asinara. La Schlumberger Italiana ha infatti sottoposto alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) un’area nel Mare delle Baleari ad ovest della Sardegna, tra il Santuario dei Cetacei e l’isola dell’Asinara.

I cittadini degli undici i comuni coinvolti – da Porto Torres a San Vero Milis – si sono subito mobilitati presso il Ministero dell’Ambiente, preoccupati per la flora e la fauna locale. Oltre che ovviamente per il mare cristallino. Si sono mobilitate anche Legambiente e il Wwf. Tutti hanno ancora nella mente quanto successo nel Golfo del Messico nel 2011.

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Sono diverse le regioni appetite dalle multinazionali degli idrocarburi. Oltre alla Sardegna, infatti, anche Sicilia, Puglia, Basilicata e Calabria. Il 59% del totale nazionale di riserve di gas è ubicato in mare, mentre quelle di petrolio ricadono quasi per il 90% in terraferma, per la maggior parte in Basilicata. Oltre all’Asinara e alle sue zone circostanti, rischiano anche il Canale di Sicilia, la Baia Storica di Taranto, il Mar Ionio e il Mar Adriatico centrale. Per la sola Sardegna, sono 9, compresa quella sarda, le nuove procedure di VIA avviate nell’ultimo mese.

A mettere a rischio la nostra bella Penisola concorrono tre fattori: la crisi russo-ucraina, che spinge il nostro Paese a cercare una maggiore indipendenza energetica (dato che dipendiamo pesantemente dalla Russia, con l’Ue che si è schierata apertamente con l’Ucraina); la disoccupazione, che spinge gli attori principali di questo settore (tra cui il Ministero dello sviluppo) a presentare le nuove estrazioni come una grande occasione per creare lavoro; il caro bolletta, che diminuirebbe se aumentassimo le estrazioni e dunque l’offerta energetica.

Ma ci si dimentica che anche il turismo sia una grande risorsa occupazionale ed economica. Sempre nel rispetto dell’ambiente ovviamente e senza dimenticare tutti gli aspetti di conservazione di flora e fauna locali.

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