In Toscana gli acquedotti in eternit mettono a rischio 1 milione di persone

di Luca Scialò del 12 dicembre 2014

Da anni la Toscana ha la rete idrica con le tubature degli acquedotti in eternit che le rendono pericolose per la salute di oltre un milione di abitanti.

Dopo l’allarme per l’acqua all’arsenico nel Lazio, saliamo più su in Toscana per ritrovare un altro grave pericolo per la salute dei cittadini: sono 1.300.000 le persone a rischio e 225 i km di rete idrica degli acquedotti in eternit.

Si tratta della rete gestita da Publiacqua Spa, società che serve ben quattro province (Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo), per un totale di 46 Comuni e un terzo della popolazione della regione, costituendo un grave rischio per la salute pubblica della zona.

A denunciare il fatto è il laboratorio politico fiorentino Perunaltracittà che sottolinea come il 36% delle tubature contenenti asbesto sia costituito dai rami principali della rete che collegano gli impianti di prelievo alle tubature secondarie di quartiere. Le zone in cui si concentra la percentuale maggiore di tubature in cemento-amianto sono Scandicci (con il 18% delle tubature in eternit), Pistoia (15%) e Sesto Fiorentino (12%). A seguire Montevarchi (10%), Agliana (10%) e Montale (5%). Una ventina i comuni interessati, alcuni con piccole percentuali.

Come risponde l’azienda alle accuse? Affermando che le tubature in eternit hanno dai 40 ai 60 anni, che non ha mai utilizzato il materiale e che ha già provveduto a sostituirle con tubazioni in ghisa ogni qual volta le preesistenti non risultavano più efficienti.

Ma sostituire la totalità delle tubature costerebbe circa 200 milioni di euro. Di tutt’altro avviso l’Oms, che invece dichiara come “per le acque destinate al consumo umano, non esiste consistente evidenza che le eventuali fibre (delle tubature) ingerite siano dannose per la salute”.

Secondo diversi medici invece i tubi in amianto, con l’usura, tendono a rilasciare fibre che contaminano l’acqua, esponendo l’organismo al rischio di contatto. A chi credere?

In mancanza di studi approfonditi che portino evidenze scientifiche nell’una o nell’altra direzione, rimane il fatto che l’eternit è pericoloso nelle strutture edilizie perché con il tempo tende a sfaldarsi liberando le fibre che poi, una volta inalate, portano – con ormai moltissimi studi confermano – a sviluppare nel tempo diverse forme tumorali.

Insomma, per i Comuni serviti da quelle condutture, non c’è proprio da stare tranquilli…

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