Arriva il primo aereo ibrido con motore elettrico

di Marco Grilli del 8 febbraio 2015

Nei cieli inglesi si è levato in volo il primo aereo ibrido, è un ultraleggero ma fa ben sperare con il suo 30% in meno di carburante!

Novità green nel campo dell’aeronautica: nei cieli di Northampton si è alzato in volo ed è stato testato con successo un aereo ibrido con motore elettrico e a benzina, frutto della collaborazione tra Università di Cambridge e la Boeing, la più grande compagnia americana di aeromobili.

Si chiama Watts up ed è un innovativo velivolo monoposto ultra-leggero, che affianca, al tradizionale motore a benzina a quattro tempi, un propulsore elettrico alimentato da 16 batterie ai polimeri di litio, site nelle ali.

Se vi chiedete quale sia l’importanza di questo prototipo ibrido, pensate che è in grado di ridurre del 30% i consumi di carburante rispetto a un aereo a benzina, ed è il primo che permette di ricaricare le batterie in volo.

La tecnologia ibrida sta avendo sempre maggior successo nel settore automobilistico – dove anche grandi case produttrici come la Toyota lanciano in continuazione nuovi modelli e aggiornamenti – ma nel comparto aeronautico non ha mai ottenuto grandi fortune, soprattutto a causa delle batterie, troppo pesanti e a scarsa capacità energetica.

SPECIALE: Auto ibride 2016: il listino completo

Questa situazione potrebbe però modificarsi in virtù dei progressi nel campo della ricerca e innovazione, come dimostrato dalle batterie ai polimeri di litio – simili a quelle che si ritrovano nei pc –  più leggere ed efficienti di quelle convenzionali.

In questo originale aereo il motore a benzina presiede alle più dispendiose fasi di decollo mentre il propulsore elettrico, una volta raggiunta la velocità di crociera, può diventare il reale protagonista del volo, fungendo da generatore di energia, ricaricando le batterie e assommando su di sé quelle funzioni tradizionalmente affidate al più inquinante motore alimentato a combustibili fossili.

aereo ibrido

Il primo aereo ibrido parte dall’Inghilterra, testato dall’Università di Cambridge

I risultati non si sono fatti attendere: durante i test che hanno previsto una serie di balzi lungo la pista e voli di valutazione di maggior durata ad un’altezza di oltre 1.500 metri, i consumi di carburante si sono ridotti del 30% rispetto a un omologo modello a benzina.

Leggi anche:

Piano con gli entusiasmi, però. Questa nuova tecnologia sta dimostrando la sua validità nel campo dei velivoli ultraleggeri, ma è ancora presto per poter pensare a un suo impiego sugli aerei di linea. Volendo essere ottimisti, comunque, si aprono interessanti prospettive per la mobilità sostenibile nel settore aeronautico.

L’aereo ibrido su piccola scala potrebbe trovare sempre maggior fortuna, e il professor Paul Robertson dell’Università di Cambridge, coordinatore del progetto, fissa obiettivi generali ambiziosi, che prevedono entro il 2050 l’abbattimento del 50% delle emissioni di CO2,rispetto a quelle registrate nel 2005.

aereo-elettrico-benzina

E’ un aereo ultra-leggero con motore elettrico e tradizionale

Intanto, sempre quest’anno farà il suo collaudo definitivo nei cieli svizzeri un altro velivolo ibrido (diesel-elettrico), concepito e progettato a Verona dall’ingegnere e pilota Marco Marotta, fondatore della start-up P2M.

In questo caso siamo in presenza di un vero e proprio lavoro di équipe, visto che il design del propulsore elettrico è stato realizzato in Israele, il motore diesel è frutto di una collaborazione tra Citroen, Renault e Fiat, l’elettronica spetta alla Bosch, mentre assemblaggio e test preliminari sono stati effettuati a Modena.

marco marotta

Con la sua startup P2M Marco Marotta vuole creare nuovi aerei elettrici e diesel per ultra-leggeri

Al momento, P2M dispone di motori di diversa potenza, che verranno equipaggiati su diversi velivoli ultraleggeri di varia provenienza. L’obiettivo è quello di sostituire al più presto almeno il 3% dei 5 milioni di velivoli da turismo circolanti in Europa, con questi nuovi modelli ecologici che promettono di ridurre del 30% sia i consumi che i costi.

La rivoluzione verde ha alzato gli occhi dalla terra al cielo: prepariamoci a piacevoli sorprese!

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *