Aumenta l’uso degli antibiotici per gli allevamenti

di Elle del 18 marzo 2013

Risale allo scorso anno la proposta della Food and Drug Administrazione (FDA) statunitense di formulare delle linee guida volontarie per contenere l’abitudine alla somministrazione di antibiotici ormai consolidata all’interno degli allevamenti intensivi.

Tali indicazioni, tuttavia, sembrano essere state del tutto disattese; si constata, infatti, un incremento nell’impiego di antibiotici tanto che della quota totale di questi farmaci venduta negli Stati Uniti, i 4/5 sono destinati agli animali d’allevamento.

NE PARLAVAMO GIA’ QUI: Antibiotici in pesce e carne proveniente da allevamenti intensivi

I dati, resi noti dalla Pew Charitable Trust, evidenziano che il mondo degli allevamenti ha raggiunto nel 2011 la quota record di 29 milioni di libbre di farmaci, a dispetto della cifra stabile raggiunta dal consumo ad uso umano, intorno agli 8 milioni.

In realtà, si tratta di cifre che non devono sorprenderci se pensiamo alle condizioni in cui gli animali sono allevati, costretti in spazi angusti e malsani, ideali per rendere i batteri sempre più resistenti ai farmaci.

Come già sostenuto in questo articolo Beef Co: quando l’industria della carne è un’industria pericolosa, è naturale interrogarsi allora sulle qualità delle carni di provenienza statunitense che finiscono anche sulle tavole degli italiani con possibili pericoli per la salute.

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