Campagna WWF per fermare le trivelle a largo di Pantelleria

di Erika Facciolla del 2 ottobre 2013

Via le trivelle dal canale di Sicilia!’ È questo uno degli slogan lanciato dal WWF nell’ambito della campagna di sensibilizzazione ‘No trivelle nel canale di Sicilia’ promossa dall’associazione ambientalista per fermare i progetti di ricerca di idrocarburi che minacciano uno degli ambienti del Mediterraneo più delicati e ricchi di biodiversità.

Un equilibrio ecologico e geologico già molto precario vista l’alta sismicità dell’area che rischierebbe di spezzarsi irrimediabilmente se le trivelle facessero il loro ingresso in una delle tante aree non ancora protette. Fra queste spicca Pantelleria, la perla nera del Mediterraneo, l’unica delle isole del Canale non tutelate per il quale il WWF chiede ora l’istituzione di un’area protetta attraverso la petizione online ‘No alla trivelle, sì al Parco’.

Per scongiurare la minaccia petrolifera e con essa il rischio di un’ecatombe per la biodiversità del Mare Nostrum, l’isola di Pantelleria e i suoi meravigliosi fondali devono essere dichiarati patrimonio dell’umanità e sottoposti a provvedimenti di tutela ambientale che ne esaltino le caratteristiche naturali, e promuovano un turismo davvero sostenibile, basato in primis sullo sfruttamento di fonti energetiche alternative.

Per riuscirci, secondo il WWF, è necessario dar seguito alla creazione di un Parco marino protetto da istituzioni e associazioni che tenga alla larga le compagnie petrolifere dall’isola e allontani definitivamente il pericoloso impatto che le trivellazioni avrebbero sull’ecosistema del luogo.

L’iniziativa è stata presentata nel giugno 2013 in occasione della ‘Giornata mondiale delle tartarughe’, simbolo del Mediterraneo, la cui sopravvivenza è già gravemente minacciata dall’inquinamento. Ed a testimonianza del loro impegno contro l’installazione di decine di piattaforme petrolifere sui fondali di Pantelleria, i rappresentanti del WWF hanno liberato Nora, una giovane tartaruga marina trovata ferita sul litorale di Trapani e poi curata nel centro di recupero di Lampedusa.

Un simbolo di lotta, di fede e di speranza che testimonia la volontà di preservare il Mediterraneo dalla minaccia petrolifera, oggi più che mai scrigno di inestimabile valore in chiave ambientale. Cosa aspettate? Sottoscrivete la petizione per salvare il nostro mare dal petrolio!

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laura ceron ottobre 11, 2013 alle 10:56 pm

NO ALLE TRIVELLE…!!!!

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