Un delfino e uno squalo morti per la smania di popolarità, che genera mostri di egoismo

di Elle del 5 marzo 2016

Il mondo dei social network si è ormai inserito in modo capillare nelle nostre esistenze, inducendoci gradualmente a voler testimoniare e condividere tutto quello che ci accade o di cui ci ritroviamo partecipi.

Negli ultimi tempi si è assistito a delle derive del fenomeno della condivisione a discapito di animali, rei soltanto di essersi ritrovati troppo pericolosamente vicini a esemplari d’uomo in cerca di visibilità ed estremamente indifferenti alla sofferenza e alla vita di altri esseri senzienti.

Gli ultimi recenti episodi vedono come sfortunati protagonisti due animali ammirati o temuti ma sempre a distanza.

Un piccolo delfino viene trovato sulla spiaggia di Santa Teresita, in Argentina, sembra che fosse già morente o in fin di vita, ma i bagnanti lo hanno tirato fuori dall’acqua l’animale per ritrarlo in video e foto nei suoi ultimi momenti, forse contribuendo ad una maggiore sofferenza dell’esemplare; e certamente non hanno fatto nulla per salvarlo ed aiutarlo, foss’anche per rendere meno difficili i sui ultimi istanti di vita.

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Un delfino muore per i selfie, quando la smania di popolarità genera mostri di egoismo

A Palm Beach in Florida, invece, uno squalo di piccole dimensioni è stato avvistato da un bagnante, che ha deciso di trascinarlo in spiaggia, fuori dal suo habitat, per il solo gusto di posare tenendolo per la pinna, come se avesse una grande ed eroica impresa sotto l’occhio di altri spettatori complici di immortalare gli ultimi attimi di vita dell’animale. Pur avendo riportato poi in acqua il piccolo squalo, questo gesto è stato decisamente letale anche per l’esemplare degli Stati Uniti, aggiungendo un’altra incolpevole vittima della vanità e dell’egoismo umani.

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Un piccolo squalo muore trascinato fuori dall’acqua: quando la smania di popolarità genera mostri di egoismo

Ciò che colpisce di queste situazioni è come possa prendere il sopravvento la necessità di spettacolarizzare a tutti i costi, adottando un atteggiamento indifferente e poco empatico rispetto alla sorte di unanimale che sta soffrendo o addirittura contribuendo alla sua morte.

Pur di ricevere “mi piace” e condivisioni sui social network o per un po’ di popolarità forse stiamo perdendo di vista la “realtà” di quello che accade sotto i nostri occhi.

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