Ora legale anticipa di un’ora, ma si risparmia?

di Luca Scialò del 20 marzo 2017

L’ora legale, puntuale ogni anno, torna in primavera e ci costringe a spostare avanti di un’ora le lancette degli orologi. Per una più facile gestione scatta nella notte tra sabato e domenica dell’ultimo weekend di marzo.

L’idea di fondo è che spostando in avanti l’orario si possa godere di una maggior luce naturale la sera ed in teoria consentire un risparmio energetico grazie al minore utilizzo dell’illuminazione elettrica. Per questo sei mesi dopo si torna all’orario ‘naturale’ ovvero all’ora solare, spostando le lancette dell’orologio indietro.

In realtà l’ora legale non aumenta le ore di luce ma induce un maggior sfruttamento delle ore di luce che sono vengono ‘sprecate’ per via delle nostre abitudini quotidiane.

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Cambio ora legale

In Italia e in tutta Europa, ogni anno l’anticipo di un’ora avviene nel corso dell’ultimo weekend del mese di marzo, durante la notte. Per convenzione si basa sui differenti fusi orari ed avviene sempre dopo la mezzanotte, per non coinvolgere troppe attività, soprattutto i trasporti, che uno spostamento diurno andrebbe a sconvolgere.

In particolare si fissa l’1 di notte del fuso orario di Greenwich per spostare le lancette indietro di un’ora, e si prosegue con il nuovo orario. In pratica si dorme un’ora di meno.

Quindi:

  • all’1 di notte si spostano le lancette alle 2 in tutta la fascia di fuso dell’Europa occidentale (UTC)
  • alle 2 di notte si spostano le lancette alle 3 in tutta la fascia di fuso orario dell’Europa centrale (UTC+1)
  • alle 3 di notte si spostano le lancette alle 4 in tutta la fascia di fuso dell’Europa orientale (UTC+2)

Negli Stati Uniti e in altri Paesi invece l’ora legale entra in vigore il primo fine settimana di aprile. Mentre i Paesi tropicali non la adottano perché le variazioni di ore di luce sono minime. Invece nell’emisfero australe, dal momento che le stagioni sono invertite, lo è anche l’adozione dell’ora legale, che entra così in vigore a ottobre e termina in marzo.

Infine, ci sono Paesi in cui vige l’ora legale per tutto l’anno e altri in cui vige sempre l’ora solare. Ad esempio la Russia ha aderito prima all’ora legale, poi l’ha imposta sempre ed infine sta sperimentando l’ora solare permanente.

Storia dell’ora legale

Un po’ di storia prima di passare ai problemi e ai benefici presunti di questo cambio d’ora, per inquadrare meglio i motivi che hanno portato alla sua adozione da parte di moltissimi paesi occidentali.

Nel passato, quando l’attività principale della maggioranza della popolazione era agricola, i ritmi lavorativi e quotidiani erano scanditi dall’ora astronomica, e dunque si seguivano le stagioni con un progressivo anticipo nei mesi primaverili ed estivi per poi lentamente ritardare tra l’autunno e l’inverno.

Erano le ore di luce naturale a fissare appuntamenti, lavoro e vita quotidiana, e non l’orologio. Lo spostamento del bioritmo legato all’avvicendarsi delle stagioni è mimato dall’avvento dell’ora legale, ma per motivi differenti.

Fu per primo Benjamin Franklin a lanciare l’idea d’introdurre uno spostamento orario artificiale per risparmiare sulla spesa in candele imponendo un nuovo orario alla popolazione in maniera coercitiva. Non ebbe successo perché gli orologi non erano diffusi e non si era ancora arrivati alla società industrializzata, che sentiva più forte l’ipotesi del risparmio energetico, avendo estremo bisogno di energia, rispetto al mondo agricolo.

Fu però l’inglese William Willett a riproporla e solo per le mutate caratteristiche della società, e per far fronte ai danni della Prima guerra mondiale, nel 1916 fu approvata la British Summer Time, obbligando ad avanzare di un’ora in estate. Il Regno Unito fu subito imitato da altri Paesi, perché la guerra imponeva di risparmiare energia.

FOCUS: Ora solare, ma si risparmia veramente?

Effetti dell’ora legale sulla vita naturale

Ma questo cambiamento semestrale della lancetta porta veramente a un risparmio? 

Al di là delle posizioni contrapposte e dei dati scientifici raccolti dagli esperti, l’alternanza dell’ora legale a quella solare ha degli effetti negativi, oggettivi e inconfutabili, sulla vita umana.

Il più evidente è quello sulla vita rurale, vale a dire sull’attività lavorativa di tutti coloro che lavorano in ambienti naturali dove l’applicazione forzata di un orario diverso da quello ‘astronomico’ comporta effettivamente delle difficoltà pratiche non indifferenti.

A risentirne anche l’organizzazione pratica delle attività quotidiane, che devono essere riprogrammate con tutte le difficoltà del caso.

Effetti dell’ora legale sulla salute

Ci sarebbe poi un problema sanitario determinato da tutti i disturbi psico-fisici derivanti dalla perdita di sonno, dalla variazione delle abitudini alimentari e dalla relativa ‘asincronia’ che si crea tra i ritmi biologici dell’organismo – che non avverte la necessità di attuare cambiamenti per via di una variazione astronomica che non c’è – e quelli della realtà circostante.

Ora legale

Risparmio grazie all’ora legale

Sul fronte dei numeri ecco che Terna, operatore italiano di reti per la trasmissione dell’energia, stima che nei prossimi mesi dall’entrata in vigore dell’ora legale, si risparmieranno 543,8 milioni di kilowattora. In termini di costi il risparmio relativo all’ora legale per il 2013 sarebbe pari a oltre 90 milioni di euro.

Sempre per Terna i mesi con il maggior risparmio energetico sarebbero aprile, con 125,8 milioni di kilowattora (pari al 23,1% del totale) e ottobre con 157,4 milioni di kilowatt/h risparmiati. Ovvero quei mesi che segnano la transizione più significativa in termini di illuminazione solare nell’arco delle 24 ore.

Nei mesi estivi si registra poi una maggiore richiesta di energia elettrica dovuta all’utilizzo dei condizionatori d’aria ed è quindi indipendente dall’ora legale, poiché legata esclusivamente a fattori climatici e di temperatura e non al maggior numero di ore di luce naturale.

Insomma, come per tutto ciò che riguarda scienza e natura, ci sono tesi contrapposte. E a noi non resta che spostare la lancetta avanti o indietro come ci viene imposto. Volenti o nolenti.

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