Do-it-yourself: quando l’eco-città la progettiamo noi

di La Ica del 25 dicembre 2012

A Linköping, città di poco più di centomila abitanti in Svezia, la municipalità e la cittadinanza collaborano per progettare la città del futuro: Patchwork City. Un piano destinato a ben 220,510 mq, volto a sostenere l’espansione territoriale del luogo, tramite un uso sensato delle risorse già presenti e secondo le più moderne tecnologie di sostenibilità.

Patchwork City si propone come un nuovo complesso residenziale costituito da aree e strutture strettamente interconnesse e customizzabili.

Un corso d’acqua già presente sarà la spina dorsale dell’intero progetto: tutto intorno ad esso infatti sorgeranno le costruzioni ad uso privato e aree ad uso pubblico della nuova città pensata per far fronte alla sempre crescente domanda di nuovi spazi abitativi. Un raccordo alberato collegherà l’università al centro storico.

Per facilitarne la progettazione, il sito verrà suddiviso in aree circoscritte da una rete di 6 metri x 6. Su ogni area verrà poi costruito lo scheletro dell’edificio privato o il perimetro dello spazio pubblico di riferimento. Attraverso l’uso di uno speciale catalogo di pannelli prefabbricati, gli spazi così distribuiti potranno essere allestiti dai cittadini (o dalla municipalità) sulla base di attenti studi sul campo relativi alla densità, all’esposizione solare, alla ventilazione, alla vicinanza ad aree verdi o al centro città, e così via.

Un'altra immagine del progetto

Tramite pochi, semplici click, il nuovo spazio sarà dunque letteralmente costruito dai cittadini che se ne serviranno: un po’ come facciamo già oggi per le nostre auto, o le scarpe da ginnastica!

Non sarebbe davvero fantastico se in un futuro potessimo scegliere tutti in che tipo di casa abitare? Magari progettata secondo standard ambientali ed energetici finalmente migliori?

Proprio come nella Patchwork City di OOIIOO Architecture: dove ogni unità è strettamente collegata ad un’altra e si sposa perfettamente con l’ambiente circostante creando un risultato d’insieme vario ma equilibrato.

Una visione collaborativa che ci entusiasma davvero e che non a caso proviene da una delle aree a maggiore sviluppo umano del pianeta.

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