Fino a 3 anni di vita in meno per lo smog in Pianura Padana

di Luca Scialò del 27 novembre 2013

“Nebbia in Val Padana” è una tipica frase utilizzata nelle previsioni meteo. Peccato che alla nebbia si mischi lo smog e le polveri sottili. Comportando una perdita media in chi vi abita di 2-3 anni di vita.

Questo sarebbe il risultato del progetto EpiAir, sulla sorveglianza epidemiologica per l’inquinamento atmosferico, promosso dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, che ha dimostrato come, sorvegliando la qualità dell’aria in 15 città italiane nel quadriennio 2006-10, la mortalità cresca con l’aumentare del PM10. In particolare la correlazione è: + 0,69% per ogni aumento di 10 microgrammi/metro cubo di PM10.

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In poche parole, se ci sono 1000 morti per cause naturali, 7 sono da imputare allo smog. Questo studio fa il paio con un altro, svolto solo ion Lombardia, che correla lo foramento dei limiti di questo particolato con un numero ben preciso di decessi: 20% di sforamento equivarrebbe a 302 morti annue, 231 delle quali si verificano solo a Milano.

E in questo caso sono i bambini a farne di più le spese, avendo polmoni non ancora completamente sviluppati e respirando ad una frequenza maggiore. Lo dimostra il fatto che, quando per 2-5 giorni le centraline registrano un incremento dei valori, i bambini ricoverati negli ospedali per crisi respiratorie salgono del 9,1% (+7,6% per gli adulti).

Anche sintomi più lievi come tosse, raffreddore, mal di gola e bronchiti varie aumentano in concomitanza con i periodi di picco di smog e in Pianura Padana, rivela lo studio, sono peggiorate le malattie importanti dell’apparato respiratorio quali le broncopolmoniti.

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A peggiorare sono anche il cuore e la circolazione, perché lo studio ha collegato il superamento dei livelli soglia di Pm10 e NO2 (biossido d’azoto) ai decessi che si registrano ogni anno per cause cardiache, malattie cerebro-vascolari e problemi respiratori.

Per completare il quadro, anche un altro importante studio (Apheis) pubblicato nel 2008 sullo European Journal of Epidemiology, correla la riduzione del PM2,5 con una riduzione annuale di quasi 17.000 morti in Europa.

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