Francia e fracking: no assoluto

di La Ica del 16 novembre 2013

È dell’11 ottobre la decisione della Corte francese di interdire la società americana Schuepbach Energy LLC dal diritto di fratturazione idraulica (fracking o hydrofracking), a scopo esplorativo e commerciale, del cosiddetto gas d’argille o anche di scisto.

Il Ministro dell’Ambiente Philippe Martin ha dichiarato: “Questa sentenza è una vittoria non solo politica ma anche ambientale“. Eppure c’è chi la pensa diversamente, come l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, che in un intervento alla School of Advanced International Studies di Washington ha dichiarato che “per ridurre la dipendenza dal gas russo e avere prezzi competitivi, l’Europa dovrebbe provare a produrre il proprio gas da fratturazione idraulica“.

Ma i procedimenti per l’ottenimento di questo shale gas sono mostruosamente costosi e di enorme impatto ambientale.

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Come abbiamo avuto modo di raccontare diverse volte (ad esempio: Pericolo fracking: sono 80mila i pozzi che bucano gli USA), la fratturazione idraulica o fracking, è il processo di trivellazione di terreni argillosi con lo scopo di liberare il gas naturale in essi intrappolato. I terreni argillosi sono relativamente permeabili, ma attraverso il processo di fracking è possibile estrarre il gas intrappolato al loro interno. Attraverso la trivellazione, s’inietta del fluido (acqua più sostanze chimiche più sabbia) nel terreno allo scopo di fratturarlo per facilitare la risalita del gas naturale.

Sono circa 150.000 i litri di sostanze chimiche usate a fratturazione; tra cui noti composti cancerogeni e tossici come il mercurio, il piombo, l’uranio, la formaldeide e l’acido cloridrico. Sostanze le cui perdite naturali dalle condutture causano gravissime contaminazioni dell’acqua, del terreno e dell’aria circostanti.

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Soltanto un 30-40% di questi fluido infatti viene recuperato, il restante 70-80% finisce in una fossa a cielo aperto. Negli Stati Uniti, sono più di 1.000 i casi documentati di intossicazione da acqua contaminata; le conseguenze? Danni di tipo sensoriale, respiratorio e neurologico. Ma non è finita qui: la fratturazione idraulica viene indicata come causa di incremento del rischio sismico, anche in aree non ritenute tradizionalmente a rischio.

Più del 70% dell’energia prodotta in Francia deriva dal nucleare, eppure in settembre il Presidente Hollande ha annunciato di aver intenzione d’introdurre un’imposta sulle emissioni di CO2 e un tetto massimo all’energia atomica; i fondi verranno dedicati allo sviluppo di fonti di energia rinnovabile, quella che noi di Tuttogreen riteniamo essere l’unica scelta possibile.

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