Ilva, bonificare non basta. Le malattie di oggi effetto dell’inquinamento di 10 anni fa

di Erika Facciolla del 28 novembre 2012

Logiche economiche spregiudicate. Politiche industriali mal condotte per anni. Leggi inefficaci e tardive. Sono questi, in sintesi, i tre fattori fondamentali che hanno portato all’esplosione del ‘caso Ilva’. Un fatto doppiamente tragico, sia per la sua valenza sociale – pensiamo alla situazione critica dei lavoratori – che per quella umana, vista l’emergenza sanitaria (e ambientale) che ancora oggi continua ad affiorare e a palesarsi in tutta la sua gravità.

VAI A: Ilva di Taranto: depositata la perizia epidemiologica

Intervenendo ad un convegno milanese sullo smog, l’epidemiologo Luigi Bisanti, ha sottolineato che siamo di fronte ad un’emergenza che neanche la paventata (quanto tardiva) bonifica potrà risolvere. Un’emergenza che non si è trasformata in tragedia solo grazie all’azione mitigatrice del clima ventilato e temperato che in tutti questi anni ha protetto Taranto e i comuni  limitrofi da quella che poteva trasformarsi in una vera e propria strage.

LEGGI ANCHE: Ilva di Taranto, fabbrica di lavoro o di disastri ambientali?

I decessi registrati in questi anni e imputabili all’inquinamento prodotto dallo stabilimento siderurgico, infatti, sono ancora in corso e di certo non si arresteranno nei prossimi anni. Come detto, però, grazie alla posizione geografica di cui gode la città di Taranto, le concentrazione di agenti inquinanti e tossici nell’aria è relativamente bassa ma se il nostro Governo non riuscirà a proporre un piano di intervento tempestivo ed efficace, la conta dei morti non finirà mai.

Secondo le ultime stime fornite dal Ministero della Salute e contenute nel rapporto ‘Sentieri’ aggiornato al 2003-2009, il tasso di mortalità registrato a Taranto è più alto della media regionale (+14% di mortalità per gli uomini e +8% di mortalità per le donne), mentre l’incidenza delle malattie tumorali segna un inquietante +30%. Allarmante anche il tasso di mortalità infantile (primo anno di vita) che a Taranto è del 20% superiore rispetto al resto della Puglia.

LO SAPEVI CHE: Avrà sede a Taranto il nuovo Centro Salute e Ambiente

Più precisamente, per gli uomini il rapporto registra un incremento del 14% per tutti i tumori; +14% per le malattie circolatorie, +17% per quelle respiratorie, +33% per i tumori polmonari, +419% per i mesoteliomi pleurici. Per le donne invece: +13% per tutti i tumori, +4% per le malattie circolatorie, +30% per i tumori polmonari, +211% per il mesotelioma pleurico.

E mentre sul numero dei morti provocato dall’inquinamento è guerra tra associazioni ambientaliste, Ministero, partiti politici e rappresentanti Ilva, nessun dubbio sulle responsabilità oggettive che l’impianto ha avuto in tutti questi anni. Come si legge nel rapporto, “Ilva è il maggior emettitore di agenti fortemente inquinanti e nocivi ( 99% del totale) ed è quindi il principale responsabile degli effetti correlati all’esposizione al benzopirene. La salute della popolazione residente a Taranto  è, dunque, seriamente compromessa“.

Non c’è nulla da aggiungere.

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *