Le cose peggiori che potrebbero capitare al supermercato

di Cinzia Porfiri del 23 ottobre 2013

Tenetevi forte, perché dopo aver letto questo articolo le familiari corsie del supermercato non vi sembreranno più le stesse. Quello che segue è un elenco delle insidie più agghiaccianti che potete trovare “nascoste” nei prodotti della grande distribuzione.

Al primo posto c’è il pink slime (letteralmente ‘melma rosa’), un composto di carne ottenuto dalla separazione meccanica degli scarti di altri processi produttivi. La poltiglia prodotta viene “lavata” con ammoniaca per ridurne la carica batterica e usata come additivo per aumentare il volume delle carni macinate.

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Recenti studi hanno dimostrato che la carne venduta nella grande distribuzione è contaminata anche da un’elevata concentrazione di farmaci veterinari, pericolosi la salute, perlopiù antibiotici e antinfiammatori. Uno studio del 2012 ha rilevato anche un’alta percentuale di batteri resistenti agli antibiotici nella carne di maiale, dovuta all’eccessivo uso di antibiotici negli allevamenti.

Passando al pesce, si scopre che i gamberetti sono contaminati dalle più svariate sostanze come antibiotici, pesticidi e prodotti chimici usati per il lavaggio.

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La situazione non migliora con la verdura: per esaltare il sapore delle zuppe di cereali vengono usati sciroppi dolcificanti, spesso contaminati con mercurio, un metallo pesante decisamente tossico.

Proseguiamo con i cibi in scatola: gli involucri interni delle lattine contengono bisfenolo A, un composto organico che altera le concentrazioni ormonali dell’organismo. I frutti rossi confezionati, inoltre, negli USA possono contenere il 60% di muffa.

La galleria “degli orrori” termina con la lattuga: la maggior parte di quella coltivata in California contiene perclorato, una sostanza in grado di interferire con il funzionamento della tiroide.

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I pericoli sono molti, ma possiamo ridurne gli effetti diventando consumatori consapevoli: acquistiamo, se possibile, prodotti a km zero e leggiamo con attenzione le etichette. Se, come si dice, “siamo ciò che mangiamo”, è bene non lasciare nulla al caso per salvaguardare la nostra salute!

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loryy novembre 30, 2013 alle 2:18 pm

Pazzesco. Ma nulla di nuovo. Quakcuno ha ancora dubbi sulla prevenzione come miglior cura???? Era ippocrate che ce lo diceva: fai che il cibo sia la tua medicina….

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maria Luisa ottobre 30, 2013 alle 3:29 pm

E noi che viviamo in provincia di Caserta dopo aver visto di tutto e di più dovremo solo andare a vivere in un eremo tibetano.

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corsaro nero ottobre 29, 2013 alle 11:44 am

La fonte e l’autore di questa ricerca chi sono???

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