Legambiente, soldi per il piano contro il dissesto idrogeologico cancellando 6 grandi opere

di Luca Scialò del 26 novembre 2012

Che in Italia vi sia un diffuso dissesto idrogeologico su tutto il territorio è cosa nota e denunciata da tempo. L’attuale Ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha presentato un piano al Comitato interministeriale per la programmazione economica – il Cipe – al fine di realizzare: “la revisione degli usi del territorio”, “misure per la protezione di case e fabbriche o per la loro delocalizzazione”, “ampliare le fogne delle città, creare canali scolmatori, costruire sistemi di laminazione delle piene”.

Il problema però è che servono miliardi di euro, che non si sa dove reperirli. Alcune associazioni – tra cui Legambiente, WWF e FAI – hanno scritto una lettera congiunta al Ministero proponendo un modo per reperire fondi. Per la precisione dieci miliardi, da spendere per evitare i disastri di alluvioni e piene.

Come? Rinunciando a 6 grandi opere giudicate inutili dalle associazioni ambientaliste.

In particolare: via la Tav Torino-Lione, ed ecco 5.6 miliardi; via l’autostrada Tirreno-Brennero ed eccone altri 1,4. Da cancellare anche l’autostrada Orte-Mestre (1,4 mld), rinunciare definitivamente al Ponte sullo Stretto di Messina (250 mln) all’autostrada Cisterna Valmontone e al corridoio Roma-Latina (711 milioni). Tracciando una riga su questi progetti già finanziati e in parte anche avviati, si avrebbero 9,442 miliardi di euro.

La loro proposta sarà ascoltata o resterà “lettera morta”?

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