Materiali da costruzione da rifiuti dai mattoni di cartastraccia alla carta cemento

di Luca Scialò del 25 gennaio 2014

Anche la cartastraccia può essere annoverata tra i materiali in disuso destinati alla creazione di mattoni. Già ai primi del ‘900 alcuni esperimenti americani avevano provato ad aggiungere cellulosa al cemento per  ottenre mattoni a basso costo. Ma solo dagli anni Ottanta,  grazie a tecniche più vanzate si sono cominciati ad avere risultati concreti.

Quali sono i suoi vantaggi? Senza dubbio il potere isolante del nuovo materiale – grazie alla sua scarsa conducibilità termica – ma anche uno smaltimento veloce ed una minore quantità di materie prime.

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A riportare in auge la cartastraccia per questo singolare utilizzo, il team spagnolo di Carmen Martinez, dell’Università di Jaén. In che modo? Utilizzando per l’impasto dei fanghi ottenuti dalle acque reflue mescolati ad argilla che funge da legante. Il composto viene poi modellato per dare forma ai mattoni da testare come materiale da costruzione.

Il difetto principale di questo nuovo materiale però resta la scarsa reistenza alla forza meccanica. Un materiale simile ma più resistente è il papercrete, un conglomerato sempre ottenuto da cellulosa di scarto, messa a macerare e poi frullata e miscelata con il cemento in percentuale variabile. Quando diventa secco diventa un materiale leggero, sempre dalle buone prestazioni termiche. Con questa tecnica si ottengono mattoni di carta che possono essere resi più resistenti a livello statico con l’aggiunta di inerti come la sabbia.

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