Operazione ‘Cielo Buio’, per ridurre gli sprechi di luce pubblica

di Elle del 10 dicembre 2012

Risparmiare elettricità spegnendo i lampioni. Questa, almeno secondo l’associazione ‘Cielo Buio’, è la ricetta per combattere la crisi e diminuire i costi della bolletta, per i comuni italiani in primis e per la collettività di riflesso.

In Italia, secondo una stima dell’Enea fatta nell’ambito del Progetto Lumière, per mantenere accesi i lampioni ogni cittadino deve sborsare in media 16,3 euro. Se poi si aggiunge la manutenzione (232 euro/kW), ogni Comune spende in media 103,3 euro per ciascun punto luce – quasi 19 euro all’anno per abitante.

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Nasce così l’operazione ‘Cielo Buio’, per un’illuminazione eco-sostenibile ed a misura d’uomo, sicura e senza più sprechi. Si tratta di  un concreto sforzo ‘dal basso’ nel proporre una politica più sostenibile all’interno delle nostre città. L’associazione Cielo Buio, che la promuove, è un’organizzazione composta da esperti ed appassionati che si adoperano per la protezione del cielo notturno. Attiva fin dal 1997 vuole promuovere un’illuminazione eco-compatibile e proteggere il cielo dall’inquinamento luminoso.

Tra le varie critiche sullo spegnimento dei lampioni, Cielo Buio sostiene, dati alla mano, che l’’aumento di luci installate non si è affiancato all’aumento di sicurezza percepita sulle strade.

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In effetti, si dovrebbe parlare di una maggiore qualità e uniformità della luce. I costi energetici per l’illuminazione pubblica italiana sono doppi rispetto alla Germania e quasi tripli rispetto all’Inghilterra e comunque maggiori anche della Spagna. Eppure non il tasso di criminalità per le strade di queste nazioni  non solo è basso ma addirittura metà del nostro.

Addirittura, secondo l’associazione, l’illuminazione ‘a giorno’ di certe aree fa sì che le zone circostanti siano percepite come ancora più buie e quindi insicure.

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A partire da questi dati e sollecitato dallo studio effettuato dall’associazione Cielo Buio, il governo Monti nell’ambito della spending review ha optato per un taglio agli sprechi nell’illuminazione pubblica, individuando come principale parametro il calo dei consumi rispetto a quelli del 2011.

Avremo un vero risparmio o sarà solo un’illusione? Resta il fatto che almeno, le città dovrebbero soffrire di meno di altro tipo di inquinamento, quello luminoso.

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