La termografia, per monitorare gli sprechi energetici

di Barbara Nazzari del 17 maggio 2011

L’appartamento ha spifferi dovunque e finestre che non chiudono bene? Ci sono macchie di umidità in cucina e d’inverno fa freddo?
Allora ecco una buona notizia sul fronte del risparmio energetico: per valutare lo stato di edifici pubblici e privati si sta diffondendo la termografia, metodo efficace per rilevare eventuali dispersioni.

La termografia, per monitorare gli sprechi energetici

Finalmente, con una semplice analisi termografica, si potrà rilevare dove veramente la casa subisce degli sbalzi termici e si deve intervenire. Infatti il Piano Energetico Nazionale, secondo le direttive europee, prescrive, oltre allo sviluppo delle fonti alternative, l’uso razionale dell’energia. Per questo sono imposti regolari interventi di manutenzione ordinaria e l’utilizzo di sistemi di controllo che certifichino il buon funzionamento di impianti e tubature e garantiscano un notevole risparmio energetico per la casa.

La termografia si rivela un sistema di controllo tra i più interessanti. Permette di individuare dispersioni di calore, perdite d’acqua o altri inconvenienti attraverso una foto “termica” a infrarossi dell’edificio esaminato, registrando le radiazioni termiche dell’edificio normalmente invisibili all’occhio umano: le diverse gradazioni cromatiche evidenziano i cambiamenti di temperatura tra interno ed esterno che sono il campanello di allarme di possibili dispersioni. Questo è un sistema particolarmente versatile perché permette, con costi contenuti, di avere rilevazioni dettagliate su larga scala senza intervenire strutturalmente sull’edificio, con scavi o analisi invasive.

Una possibilità da sfruttare, soprattutto in un paese come l’Italia dove buona parte degli edifici resta profondamente carente dal punto di vista dell’efficienza energetica. Il metodo di controllo termografico potrebbe essere la chiave di volta di una nuova cultura del costruire sostenibile.

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