Per costruire il secondo aeroporto di Nantes si distruggerà un’intera foresta quando il primo non è sfruttato a pieno

di Elle del 30 marzo 2014

La necessità di conciliare lo sviluppo con la salvaguardia dell’ambiente è un tema che diventa sempre più urgente da affrontare considerando l’espandersi delle attività umane spesso a discapito della compatibilità con i luoghi naturali.

A questo proposito sembra interessante indagare quanto sta avvenendo in Francia per la costruzione del secondo aeroporto di Nantes con l’opposizione di contadini e ambientalisti per il rischio di distruzione di un’intera foresta.

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La vasta aerea boschiva presente al di fuori del piccolo villaggio di Notre-Dame-des-Landes (20 km a nord di Nantes) pari a 6 volte la superficie della città di Monaco, è punteggiata da tende, camper e furgoni di manifestanti che intendono far fronte contro questo ambizioso progetto resistendo anche agli sgomberi già effettuati dalla polizia locale.

Le ragioni della protesta vanno ricercate nel fatto che si ritiene non indispensabile fornire un secondo aeroporto alla sesta città più grande della Francia, già dotata di un primo grande aeroporto, insieme alle considerazioni ambientali ed economiche che portano a ritenere questo progetto un disastro, per la distruzione di boschi e habitat naturali, ed uno spreco di denaro pubblico.

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I sostenitori di questo piano di sviluppo, invece, lo ritengono fondamentale tenendo conto della rapida crescita di Nantes per cui non sarebbe sufficiente espandere solo il primo aeroporto ampliando quella struttura già esistente.

Notre-Dame-des-Landes è diventato un vero e proprio simbolo nazionale, vessillo di lotta ai progetti di urbanizzazione e sviluppo selvaggi che non esaminano accuratamente l’eco-compatibilità del progresso.

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