Per fare il bagno tra i faraglioni di Trapani si paga un ticket a privati

di Luca Scialò del 18 settembre 2013

Un Paradiso ‘a pagamento’. Uno dei tanti paesaggi italiane dove si deve pagare un biglietto per goderne. In provincia di Trapani si ripete l’ingiustizia: all’interno della riserva dello Zingaro, splendida area naturale protetta dal 1981, gli stupendi Faraglioni di Scopello sono a pagamento dal 2010.

Come si è arrivati a questa ‘vergogna’? Grazie alla sentenza del solito Tribunale Amministrativo Regionale ha dato ragione ai proprietari della zona, sentenziando che i faraglioni confinano direttamente col mare e secondo il TAR in quella zona non è prevista la fascia demaniale con cui si garantisce l’accesso alla riva, essendo rocce a picco sul mare. Pertanto, chi vuole accedere alla costa per fare il bagno deve pagare un ticket di 3,5 euro a persona, e sobbarcarsi anche la tariffa oraria dell’unico parcheggio presente nelle vicinanze.

All’ingresso c’è una barra d’acciaio con tanto di guardia giurata di controllo. C’è anche un sito internet per chi vuole affittare la cala per scene cinematografiche. I due faraglioni furono già scenario del kolossal Ocean’s Twelve di Steven Soderbergh, che chissà quanto ha pagato….

Ora il pericolo è che la sentenza possa essere di spunto anche per altre località siciliane e non solo, dove la roccia cade a picco sul mare senza una ‘fascia demaniale’, che i proprietari dei terreni confinanti potrebbero far dichiarare proprietà privata.

Immaginate, i faraglioni di Capri, il Pan di Zucchero in Sardegna, le Tremiti… tutti a pagamento!

Una speranza potrebbe essere quella di vedere i Faraglioni di Scopello tra i Patrimoni dell’Unesco, essendo in lizza per questo prestigioso riconoscimento. Solo così, forse, si potrà rendere libero l’accesso a tutti.

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