Pericolo fracking: sono oltre 80mila i pozzi che bucano gli USA

di Luca Scialò del 11 novembre 2013

Gli investimenti a favore delle energie rinnovabili, almeno negli USA, sembrano sempre più lontani, alla luce del fatto che il prezzo del petrolio è diminuito sensibilmente, grazie soprattutto alla diffusione del fracking per estrarre il gas, di cui il sottosuolo americano pare molto ricco.

E d è proprio grazie al metodo della frantumazione delle rocce profonde per arrivare al gas d’argilla che gli Stati Uniti si sentono quasi autosufficienti energeticamente, e prevedono di arrivare persino a non importare più petrolio dai paesi arabi entro il 2015.

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Il fracking però non è una pratica estrattiva pulita. Anzi. Come abbiamo avuto modo di spiegare nel post: che cos’è il fracking, questa tecnica prevede l’immissione di acqua mista ad un cocktail di sostanze chimiche ad altissima pressione nel sottosuolo, in prossimità di  rocce argillose (da qui viene il nome di shale gas, ovvero gas di argilla), così da poter fratturare le rocce e liberare il gas in esse contenuto.

Questo cocktail però inquina il terreno che si trova sia sopra che sotto le vene rocciose. In porfondità avvelena le falde acquifere sotterranee mentre in superficie affiora, rendondo il suolo sterile. A farne le spese è anche l’aria, giacché il gas libera sostanze volatili potenzialmente pericolose. Per non parlare delle radiazioni da gas radio, liberato insieme al gas, e del pericolo di crolli sotterranei, dovuti alle cavità che si formano, dopo aver svuotato del gas le formazioni rocciose.

Poi c’è la questione rifiuti tossici: gli Stati Uniti, solo nel corso del 2013 ne hanno accumulati infatti quasi 1.000 miliardi di litri, una quantità destinata a crescere e che pone il problema dello smaltimento.

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Infine, c’è lo spreco di acqua dolce. Negli ultimi 8 anni negli Stati Uniti sono stati perforati più di 80.000 pozzi e solo nel 2005 l’industria del fracking aveva utilizzato 250 miliardi di litri di acqua per il processo estrattivo.

Ne risulta, dunque, che il fracking sia una pratica dai tanti effetti collaterali negativi che sta scatenando un acceso dibattito tra l’opinione pubblica USA. Anche in Francia e in Ingghilterra se ne discute apertamente. E in Italia?

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