Siamo troppi? Un film offre una prospettiva sulla popolazione mondiale che cresce sempre più

di Elle del 21 giugno 2014

Population Boom di Werner Boote è un film documentario presentato nel Concorso Documentari Internazionali del Festival Cineambiente che prova ad offrire una nuova propspettiva sulla popolazione mondiale che cresce sempre più.

Si tratta di un’opera che affronta con un approccio originale e scevro da preconcetti il tema della sovrappopolazione adottando anche un tipo di regia che ricorda Micheal Moore, con interventi diretti da parte del regista.

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Partendo dalla sede delle Nazioni Unite a New York nel 2011 quando viene annunciato il superamento dei 7 miliardi di abitanti sulla Terra, Boote attraversa megalopoli come Città del Messico, Mumbai, Pechino e Tokyo alla ricerca di pro e contro della sovrappopolazione.

Consultando anche esperti in materia, il regista sembra scoprire come il tema della popolazione mondiale che cresce a ritmo vertiginoso sia divenuto caro ai Paesi occidentali a partire dalla minaccia rappresentata dal boom demografico dei Paesi del Terzo Mondo per le nazioni più ricche.

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Uno dei miti sfatati da Boote, ad esempio, riguarda la pianificazione della famiglia messa in atto dal governo cinese dove il controllo della nascite e la politica del figlio unico in futuro potrebbero portare a situazioni simili a quelle del Giappone, dove si osserva che la media è di 1,3 figli a famiglia. Un altro preconcetto seconda questa prospettiva riguarda la densità demografica in rapporto alle risorse.

Il messaggio di fondo di questo documentario sembra poter essere riassunto nelle parole di Mahatma GandhiNella terra c’è abbastanza spazio per soddisfare i bisogni di tutti, ma non abbastanza per l’ingordigia di pochi’.

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