Smart cities: quali i modelli per l’Italia?

di Claudia Raganà del 16 luglio 2013

Il territorio italiano è estremamente diversificato dal punto di vista geografico e lo sviluppo urbano è il risultato di una evoluzione storica secolare altrettanto complessa, articolata prevalentemente in un periodo pre-industriale e per tanto non riconducibile a modelli di moderna impostazione.

Questi fattori rendono quasi impossibile l’adattamento di uno schema e di un modello standard di smart city su tutte le sue realtà urbane, come invece avviene con successo per altre realtà europee o oltreoceano.

SPECIALE: Smart cities: quali sono e dove?

A questo proposito, è utile richiamare una ricerca effettuata per conto di Siemens dalla società Cittalia, che ha analizzato un gruppo di 54 città italiane, principalmente capoluoghi di regione e/o provincia), di dimensioni medio-grandi (con più di 90.000 abitanti), suddividendolo in 6 macro-categorie, sulla base di caratteristiche comuni, ma anche di possibili comuni soluzioni.

Gli indicatori analizzati, caratterizzanti le smart cities, comprendono: acqua, aria, rifiuti, verde urbano, energia, sanità, mobilità, logistica, patrimonio immobiliare e qualità di vita. Questo ha consentito di individuare le sei seguenti categorie sensibili:

1. Ambiente: ne fanno parte città di medie dimensioni, del Centro / Nord (nel gruppo è inclusa Sassari). Qui l’amministrazione locale ha effettuato un’importante pianificazione a tutela del territorio e dell’ambiente, dotandosi di adeguati strumenti.

2. Benessere: questo cluster include anche la sanità e il patrimonio immobiliare, ma non fa registrare una predominanza geografica significativa. Sorprende la presenza di Napoli, segnalato per l’eccellenza di offerta nei servizi sanitari, che si estende a tutto il Sud Italia.

3. Città Ideali. Quattro sono le città di questo comparto, di medie dimensioni e tutte ubicate in Nord Italia: si tratta di città come Bergamo, Brescia, Padova e Trento. Registrano un tasso di qualità della vita molto elevato e tutti gli indicatori caratterizzanti una smart city risultano essere altamente sopra la media delle città italiane.

4. Energia: in questo comparto è forte la presenza delle città del Sud Italia, in particolare la Puglia (Taranto, Lecce, Foggia, Andria), che vanta importanti investimenti ed incentivi nelle energie rinnovabili (es. eolico).

5. In Divenire: anche qui si registra la presenza prevalente di città del Meridione, che pur registrando indicatori non positivi, hanno scelto di investire su una specificità, per alzare le loro performance e rincorrere lo standard di smart city.

6. Mobilità: in questo settore dominano le città metropolitane (Roma, Milano, Torino, Firenze, Bologna, Venezia), che hanno adottato forzatamente dei programmi di mobilità sostenibile, resi necessari a causa della forte pressione del traffico e dell’inquinamento urbano. A queste città si aggiunge anche Bolzano.

FOCUS: 10 Smart Cities del futuro: verde e tecnologia a misura d’uomo

Quali saranno le evoluzioni future?
Il comparto che richiederà maggiori investimenti è quello della qualità della vita, che dipende strettamente dalla mobilità. Per questo le città metteranno a punto piani triennali di sostenibilità, con un investimento pari a circa il 2.5% del loro PIL. In particolare si punterà al trasporto sostenibile e alla creazione di infrastrutture che lo agevolino.

Seguono investimenti su patrimonio immobiliare e riqualificazione urbana, anche se a grande distanza rispetto alla mobilità. La congestione del traffico rimane ancora la barriera all’ingresso da superare, per lanciare il panorama urbano italiano verso standard veramente smart.

In ogni caso, date le specificità del panorama urbano italiano, è auspicabile la ricerca di un modello specifico, che esalti le caratteristiche di vivibilità delle nostre città e che utilizzi in maniera saggia le nuovi tecnologie.

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nancy luglio 22, 2013 alle 12:54 pm

Posso solo sperare che le città italiane seguano l’esempio di Lussemburgo, Vienna, Stoccolma…la domanda è: ce la faranno a stare al passo? mah!
se vi va di vedere il mio blog http://arkitalker.wordpress.com/

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