Le vacanze in agriturismo piacciono agli italiani

di Luca Vivan del 10 luglio 2014

Perché le vacanze in agriturismo piacciono agli italiani? Paradossalmente, questo tipo di vacanze attraggono chi è rimasto in città e quando ha del tempo libero punta alla volta della fattoria didattica o di un trekking con gli asini.

Il motivo potrebbe essere ricercato nel fatto che negli ultimi anni si è molto parlato di “ritorno alla terra”, di scelte coraggiose compiute da giovani e meno giovani desiderosi di abbandonare la routine cittadina per dare vita a progetti agricoli nelle campagne italiane. Eppure queste iniziative di cambiamento così forti in realtà si traducono in semplici vacanze in campagna, in visite alle fattorie e gite nei parchi naturali.

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Possiamo parlare di vero e proprio “agriturismo”, ovvero di strutture ricettive ricavate in fattorie e abitazioni di campagna dagli anni ’80, un fenomeno che ha ridato valore alle campagne, abbandonate dal boom economico degli anni’60.

Oggi ormai conosce un vero e proprio momento di gloria. Sono sempre di più gli italiani che decidono di concedersi un momento di relax all’interno delle 20.000 strutture presenti nella penisola, andando ad alimentare un’economia virtuosa, da oltre 1 miliardo di euro di fatturato, che sostiene il territorio e in alcuni casi anche persone svantaggiate.

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E’ un turismo dalle molte facce, quante sono le esperienze sviluppatesi soprattutto negli ultimi dieci anni: dall’acquisto di prodotti a km zer0, ai tour in bicicletta in apposite ciclovie, dalle gite a cavallo alla scoperta delle meraviglie enogastronomiche tipiche delle zone.

La scelta dell’agriturismo nasce spesso dal desiderio di una vacanza nella tranquillità delle zone rurali e per conoscere i cibi tipici di un territorio (che è in generale la seconda motivazione, dopo la cultura, che spinge le persone a visitare l’Italia), ma anche mostrare ai propri figli come sono fatti gli animali che si vedono confezionati nei supermercati.

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Un fenomeno interessante è quello delle fattorie didattiche, con oltre 2000 aziende agricole che non offrono solo accoglienza come gli agriturismi ma invitano il turista ad un coinvolgimento attivo attraverso percorsi e laboratori.

L’esperienza di agro-vacanze è nata in Scandinavia agli inizi del’900 con la motivazione di imparare facendo, sia per bambini che per adulti. L’obiettivo, al di là, di una bella passeggiata in campagna, è infatti quello di educare i cittadini a ritrovare o scoprire per la prima volta un contatto con i cicli riproduttivi di piante ed animali, stimolando il contatto con una dimensione naturale troppo spesso assente nella vita di ogni giorno.

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Non stupisce che l’interesse verso il turismo rurale sia in forte crescita quando scopriamo che tra i desideri nascosti di quasi un terzo degli italiani ci sia proprio quello di vivere in campagna e di avere uno spazio dove poter crescere del cibo. La vera tendenza generale, attraverso il cibo sano, le energie rinnovabili, le medicine complementari e anche l’ecoturismo pare proprio quella di voler riconnettersi alla Natura, e le associazioni e le aziende che la stimolano in modo responsabile, pare siano destinate a venirne premiate.

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