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Piante e cambiamenti climatici: sopravviveranno quelle adatte a climi tropicali

Nonostante ci sia ancora una folta schiera di scettici e contestatori, il global warming è un fenomeno che influenza sempre più l’equilibrio naturale del Pianeta e i rischi legati all’aumento delle temperature medie terrestri non cessano di generare nuovi allarmi: sembra che persino piante e cambiamenti climatici siano strettamente legati tra loro, tanto che sopravviveranno solo quelle adatte a climi moderati, secchi e tropicali.

Piante e cambiamenti climatici: sopravviveranno quelle adatte a climi tropicali

L’allarme arriva dai ricercatori dell’Università dell’Arkansas che hanno ipotizzato entro la fine del secolo una mutazione anomala di oltre il 46% delle specie vegetali presenti sulla superficie terrestre.

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La colpa è ovviamente dell’attività umana, responsabile dell’aumento delle emissioni di gas serra nell’atmosfera, e con essa, del costante incremento della temperatura sulla Terra. Dal momento che la tendenza non sembra conoscere battute d’arresto, gli scienziati prevedono che entro il 2100 le temperature cresceranno di 3-10 gradi anche alle medie latitudini con pesanti ripercussioni sulla vegetazione.

In diverse zone del globo, molte specie autoctone, infatti, dovranno necessariamente adattarsi al nuovo clima, altre scompariranno per sempre e cederanno il posto ad specie differenti, tipiche di altri climi. Il fenomeno interesserà soprattutto le regioni tropicali e il Sud del mondo, dove gli ecosistemi sono più fragili e vulnerabili ai cambiamenti climatici.

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Il modello utilizzato dai ricercatori è basato sulla classificazione climatica Koppen-Trewartha incentrata sull’assunto che la vegetazione nativa di una determinata zona climatica del Pianeta sia la migliore espressione del clima stesso. Dunque, se il clima cambia anche la vegetazione dovrà cambiare, innescando processi di conversione dai risvolti imprevedibili e pericolosi.

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Piante e cambiamenti climatici: sopravviveranno quelle adatte a climi tropicali

Di certo, la distribuzione delle varie specie vegetali cambierà, soprattutto per via dell’aumento delle precipitazioni. Ad espandersi saranno dunque le regioni caratterizzate da climi moderati, secchi e tropicali, mentre quelle con clima sub-polare scompariranno progressivamente.

E c’è chi ancora crede che il global warming sia il frutto dell’immaginazione di qualche scienziato matto…

Erika Facciolla

Giornalista pubblicista e web editor free lance. Nata a Cosenza il 25 febbraio 1980, all'età di 4 anni si trasferisce dalla città alla campagna, dove trascorre un'infanzia felice a contatto con la natura: un piccolo orticello, un giardino, campi incolti in cui giocare e amici a 4 zampe sullo sfondo. Assieme a lattughe, broccoli e zucchine coltiva anche la passione per la scrittura e la letteratura. Frequenta il liceo classico della città natale e dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2005 è pubblicista e cura una serie di collaborazioni con redazioni locali, uffici stampa e agenzie editoriali del bolognese. Nel 2011 approda alla redazione di TuttoGreen con grande carica ed entusiasmo. Determinata, volitiva, idealista e sognatrice, spera che un giorno il Pianeta Terra possa tornare ad essere un bel posto in cui vivere.

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