Viene da Venezia il batterio anti-petrolio

di Eryeffe del 26 settembre 2013

Un batterio capace di ripulire il mare dal petrolio? La notizia sembra incredibile, ma arriva dai laboratori del CNR dove un team di ricercatori internazionali guidati dal Prof. Renato Fani (Università di Firenze) ha isolato e decodificato il genoma del Acinetobacter venetianus VE-C3, un batterio utilizzabile in ambiente marino per il bio-risanamento dell’ecosistema.

L’importante ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Research in Microbiology“, ma la scoperta del batterio risale al 1996 nella laguna di Venezia (da qui il nome assegnato al batterio).

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Sin da subito i ricercatori avevano capito di trovarsi di fronte a un micro organismo in grado di neutralizzare le sostanze tossiche presenti nell’acqua inquinata da idrocarburi, metabolizzandone i composti e rendendoli innocui per uomo e ambiente. Da quel momento sono partiti gli studi per effettuare il sequenziamento completo del suo genoma, ricostruire tutti i meccanismi alla base del metabolismo che il batterio mette in atto per risanare l’acqua a adattarsi all’ambiente in cui vive e capirne la resistenza ai metalli pesanti presenti nel diesel.

La ricerca rappresenta un notevole passo avanti nello studio sul  biorisanamento di ambienti inquinati da petrolio, soprattutto in un’era in cui disastri, incidenti e speculazioni economiche stanno mettendo a serio rischio l’ecosistema marino in molte zone del mondo.

Per riuscire a completare il sequenziamento del genoma batterico sono state impiegate le tecnologie più all’avanguardia nel campo della ricerca scientifica e grazie alle informazioni raccolte è stato possibile conoscere meglio l’intero genere Acinetobacter.

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