Il Giorno della Marmotta: cos’è, cosa prevede e perché ogni anno incuriosisce il mondo
Un’ombra, una marmotta e una previsione simbolica che racconta il nostro bisogno di anticipare la primavera
Ogni anno, il 2 febbraio, milioni di persone aspettano un gesto minuscolo, ma carico di significato: una marmotta che esce dalla tana. Se vede la sua ombra, l’inverno durerà ancora. Se non la vede, la primavera è vicina. Sembra una favola. E in effetti lo è. Ma il Giorno della Marmotta continua a tornare puntuale nei notiziari, sui social, nei film e persino nelle conversazioni quotidiane. Perché? Come tutte le tradizioni legate al clima, parla meno del meteo… e molto di noi.

Sommario
Cos’è il Giorno della Marmotta
Negli Stati Uniti il 2 febbraio si celebra il Giorno della Marmotta (Groundhog Day), una tradizione che affida a un animale il compito di prevedere se l’inverno durerà ancora o se la primavera è alle porte.
Questa tradizione popolare nordamericana che si celebra proprio il giorno della Candelora, e consiste nell’osservare il comportamento di una marmotta particolare, appena esce dalla tana:
☀️ Se vede la sua ombra, l’inverno durerà ancora circa sei settimane
☁️ Se non vede l’ombra, la primavera arriverà prima
Il tutto avviene davanti a folle, telecamere e cerimonie ufficiali. Sì, perché questo rituale avviene nella cittadina di Punxsutawney, in Pennsylvania.
Da dove nasce questa tradizione
Le radici del rito affondano nell’Ottocento, quando i coloni tedeschi protestanti arrivati in America, proprio a Punxsutawney portarono con sé le tradizioni legate alla Candelora. Si tratta della festa cristiana celebrata proprio il 2 febbraio per la presentazione di Gesù al Tempio in cui, appunto, si benedicono le candele, simbolo di Cristo ‘luce per illuminare le genti’.
Per comunità agricole fortemente dipendenti dalle stagioni, quel giorno rappresentava una soglia simbolica dell’inverno.
E da rito agricolo a spettacolo mediatico, il passo è stato breve.
Cosa dice davvero la tradizione del giorno della marmotta
Secondo la credenza popolare, se la marmotta esce dalla tana in una giornata di sole e si spaventa vedendo la propria ombra, l’inverno continuerà per altre 6 settimane. Se invece resta fuori e scorrazza tranquilla, la primavera è vicina.
Questa forma di osservazione metereognostica, cioè la previsione del tempo attraverso il comportamento animale, è antichissima. In Europa coinvolgeva orsi, ricci o volpi. In Nord America ha avuto successo la marmotta, animale che va in letargo e riemerge proprio a febbraio per l’accoppiamento.
Con il tempo, la cerimonia più famosa è diventata quella di Punxsutawney, dove ogni anno un club ufficiale organizza l’evento. A decretare il verdetto è una marmotta istituzionale, chiamata Phil, che secondo la tradizione sarebbe sempre la stessa dal 1860 (mah).
La previsione della marmotta è simbolica, non scientifica. E rappresenta un’idea semplice ma potente:
- l’inverno ha una soglia
- l’essere umano cerca segnali naturali per orientarsi
- il clima viene letto attraverso gesti, animali e cicli stagionali
In questo senso, il giorno della marmotta è molto simile ai giorni della merla italiani: entrambi cercano di prevedere il futuro, osservando cosa succede in pochi giorni-chiave.
Da rito locale a fenomeno globale (grazie al cinema)
Da celebrazione agricola a evento mediatico il passo è stato breve. La cerimonia di Punxsutawney oggi è seguita in tutto il mondo, trasmessa anche in streaming (nel 2021, per la prima volta in oltre un secolo, si svolse a porte chiuse a causa della pandemia).
Ma il vero salto di popolarità arriva nel 1993 con il film ‘Ricomincio da capo’ (in inglese il titolo è proprio The Groundhog Day), con Bill Murray e Andie MacDowell. Da quel momento, il Giorno della Marmotta entra nell’immaginario collettivo globale.
C’è un fondo di verità?
Dal punto di vista scientifico non c’è nessuna verità. Le previsioni stagionali non possono basarsi sul comportamento di un singolo animale in un singolo giorno.
Ma dal punto di vista climatico e culturale, il rito non nasce dal nulla, l’inizio febbraio è davvero un momento di transizione dell’inverno, e storicamente, molte ondate fredde tardive arrivano dopo questo periodo, quando l’attesa della primavera è psicologicamente fortissima.
Non è una previsione, ma una narrazione collettiva.
Oggi l’espressione ‘giorno della marmotta’ è diventata un modo di dire universale, che indica quelle situazioni in cui le giornate sembrano ripetersi identiche, senza cambiamenti né progressi.
Non a caso, la rivista Psychology Today parla di Groundhog Day Syndrome: quella sensazione di essere intrappolati in un ciclo quotidiano che non porta da nessuna parte.
Ed è forse proprio questo il motivo per cui la tradizione resiste, più che predire il meteo, racconta il nostro bisogno di cambiamento.
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Ultimo aggiornamento il 22 Gennaio 2026 da Rossella Vignoli
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