L’Italia e l’acqua inquinata da arsenico, arriva multa UE

di Luca Scialò del 3 ottobre 2014

L’Italia non è ancora riuscita a risolvere il problema dell’acqua inquinata da arsenico e fluoro, specie nel Lazio. E così sta per prendersi una bella multa dalla UE. I valori limite previsti dalla direttiva comunitaria sull’acqua potabile non sono ancora rispettati in 37 zone della regione.

Nonostante già le siano state concesse tre deroghe, la qualità dell’acqua potabile in vari comuni continua a non essere coerente con i valori imposti dalla direttiva europea, valori fissati sulla base di 48 parametri microbiologici e chimici e indicatori vari. E ancora si riscontrano livelli elevati di arsenico o di altri agenti inquinanti.

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Su raccomandazione del commissario Ue per l’Ambiente, la Commissione europea ci ha dunque inviato una lettera di avvertimento finale in cui ci viene contestata l’incapacità: “di garantire che l’acqua destinata al consumo umano sia conforme alle norme europee”, pur avendo ricevuto già tre avvertimenti per metterci a norma.

Stando all’European pollutant release and transfer register, un registro delle emissioni inquinanti prodotte dalle varie industrie europee, l’Italia è prima in Europa per emissioni di arsenico, cadmio, mercurio e perfino cianuro nell’acqua destinata alla potabilità. Mentre risulta seconda, dopo la Germania, per i cloruri.

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Un quadro inquietante, questo, che dev far riflettere sulla disparità di situazioni sul territorio nazionale, perché in molte città e paesi l’acqua del Sindaco è ottima e a norma, mentre ci sono aree, soprattutto al Sud e nell’Alto Lazio, dove risulta l’acqua inquinata da arsenico e altre sostanze rilevabili dalle sole analisi che ad occhio nudo, e fuoriesce colorata dai rubinetti, ad esempio in alcuni paesi della Calabria.

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