Aumenta la tassa sui rifiuti? Destinate gli scarti alimentari agli impianti a biomassa

di Luca Scialò del 26 gennaio 2014

Gli scarti dei rifiuti alimentari possono essere una risorsa per gli impianti di biogas. In Svizzera,  ad esempio, ciò è già una realtà: a Pontresina e Sankt Moritz un impianto di biogas addirittura ritira direttamente presso cittadini, ristoratori, aziende di catering ed alberghi gli scarti alimentari destinati ai rifiuti, per poi riutilizzarli per produrre energia.

Aumenta la tassa sui rifiuti? Destinate gli scarti alimentari agli impianti a biomassa

SCOPRI: Come funziona un impianto di biogas?

In Italia un decreto del 6 luglio 2012, annovera gli scarti alimentari tra i sottoprodotti per la produzione di energia rinnovabile. Così i ristoranti potrebbero avere un ricavo dagli avanzi e non un costo. E questo è un dato ancora più interessante, visto l’aumento della Tares, la tassa sui rifiuti, che per privati e commercianti si è rivelata un vero salasso.

Per poter avviare questa filiera anche in Italia, i gestori degli impianti a biogas, attraverso la società Fiper, sollecitano da ormai 2 anni il Ministero dell’Ambiente, affinché realizzi il decreto attuativo relativo alla caratterizzazione dei sottoprodotti da impiegare a fini energetici.

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Ma qual è il quantitativo di questa risorsa così sottovalutata? Secondo i dati pubblicati dal Politecnico di Milano nel progetto Bioregione, si aggirano intorno alle 20.000 tonnellate annue, corrispondenti a 1-2 milioni di mc di biogas producibile in un anno; ovvero circa 5-10 milioni di kWh di energia primaria.

Cosa aspetta il Governo a varare una legge ad hoc?

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