Auto elettriche ricaricate attraverso l’asfalto, un team giapponese al lavoro

di Claudio Riccardi del 16 settembre 2012

Trasmettere la corrente elettrica attraverso il manto stradale, e così alimentare le batterie dei veicoli a corrente continua e in movimento. Il tutto senza l’ausilio di fili, in modalità completamente wireless.

Ne avevamo parlato qualche mese fa, parlando del progetto CARS promosso dall’Università americana di Stanford (vedi articolo Asfalto magnetico ed autostrade elettriche: ricaricare l’auto elettrica). Anche sull’altra sponda del Pacifico, in Giappone, un team di ricercatori sta cercando di approfondire le potenzialità di ricarica attraverso il contatto tra l’asfalto e gli pneumatici delle vetture ad alimentazione elettrica.

Promosso dall’Università di Toyohashi, il progetto EVER (Electric Vehicle on Electrified Roadway) prende spunto dalla tecnologia utilizzata da oltre un secolo in molte reti tramviarie e metropolitane alimentate elettricamente direttamente da tensione sui binari ma in questo caso andando a sfruttare il principio della trasmissione di energia in modalità wireless.

Nel caso delle auto elettriche la funzione dei binari verrebbe assolta direttamente dal rivestimento stradale, anzi più correttamente da un substrato conduttore situato sotto l’asfalto da cui l’energia viene trasferita in modalità wireless, mediante induzione elettromagnetica, ad una sorta di  “cintura” metallica anch’essa conduttrice situata all’interno delle gomme delle auto da cui poi parte una “mini rete elettrica” che la trasmette  al gruppo di ricarica  del motore elettrico attraverso gli assi delle ruote.

La corrente standard ha però una frequenza di 50-60Hz e non riesce a passare wireless attraverso la gomma del pneumatico, per cui il progetto per funzionare prevede un frequenze molto superiori, valori che però rileviamo possano essere estremamente dannosi per l’esposizione dell’uomo, quindi un problema da affrontare molto bene.

L’esperimento è stato per ora dimostrato, e con successo, in occasione del recente Wireless Technology Park ospitato a Yokohama, dove si è potuto accendere una lampadina da 100 watt, anche se per essere realmente fattibile, dovrebbe essere 100 volte più potente. Certo, le procedure devono ancora essere perfezionate sopratutto a nostro avviso sul tema dell’energia elettrica ad altissima frequenza ma il gruppo di studio ha già raggiunto traguardi significativi, contenendo la dispersione di energia al di sotto del 20%.

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Gli obiettivi futuri sono già tracciati: incrementare il trasferimento di energia a decine di kW, in modo da condurre un veicolo elettrico con una piccola batteria fino alla più vicina autostrada e da lì percorrere lunghe distanze senza più ansie e preoccupazioni per i limiti di autonomia della batteria.

Toyohashi e Stanford, ci provano. Ma sono ancora molte le difficoltà a cui far fronte prima di arrivare ad un realistica ed economica mobilità elettrica.

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