Mamma e bambino

Babywearing: cos’è e quali sono i vantaggi

Per babywearing, letteralmente ‘indossare un bambino’, si intende la pratica di portare il bebé attraverso una fascia o altri specifici supporti che favoriscono il contatto diretto tra il ‘portatore’ (mamma, papà o altri adulti che se ne occupano) e il bambino. Scopriamone i numerosi benefici per la mamma, o chi lo porta, e il bimbo.

Babywearing: cos’è e quali sono i vantaggi

Origine e provenienza del babywearing

Il babywearing, letteralmente ‘indossare il bambino’, è una parola inglese che indica la consuetudine di portarsi addosso il bébé per svolgere le pratiche quotidiane con le mani libere e al contempo averlo sempre sotto gli occhi e a contatto delle pelle. Questa consuetudine affonda le proprie radici in epoche remote ed è traversale a varie culture.

Nel mondo occidentale solo ultimamente comincia una sua graduale riscoperta e un consenso crescente, considerata la sua praticità e i notevoli benefici sia per il genitore che il bambino. Si instaura infatti un legame  rafforzato dal ravvicinato contatto fisico.

Ci sono vari modi di attaccare il piccolo, con la fascia, con il Mei Tai, con il marsupio, e varie posizioni: sulla schiena, sul petto, con il viso rivolto al mondo o verso di sé, a tracolla o su un fianco.

Ognuno si adatta al fisico di chi lo porta in giro, al tempo che si trascorre con il bimbo e alla sua età.

  • le fasce arrivano dalle popolazioni dell’America del Centroamerica, e si avvolgono in vari modo attorno al copro del portatore del bébé
  • il marsupio è un’evoluzione delle pratiche primitive, dotato di spallacci e cinghie è quasi uno zaino imbottito
  • il Mei Tai è il metodo asiatico, tipico cinese, di portare il bimbo con una struttura in tessuto dotata di 2 coppie di bande di cotone da annodare sul corpo
  • le strisce e gli anelli di tessuto, anche cuciti da se, sono delle sacche da posizionare sul fianco o sul petto del portatore e si fissano con nodi

Babywearing: i vantaggi per il bebé

Questo metodo permette di rispondere a bisogni primari dei piccoli, come il bisogno di accudimento, calore e protezione, così importanti da soddisfare nelle prime fasi di vita caratterizzate da dipendenza assoluta da chi se ne occupa.

babywearing
Babywearing in giro per il mondo:ogni popolo ha un suo modo

La riduzione della distanza tra il genitore e il bambino consente di ottenere una serie di vantaggi per la crescita: innanzitutto, il piccolo, prontamente soddisfatto nei suoi bisogni primari (nutrimento, calore, coccole e protezione) potrà mostrarsi più tranquillo e utilizzare meno il pianto come segnale per favorire l’avvicinamento del suo caregiver.

Il piccolo ‘portato’ viene anche favorito nel suo sviluppo psicofisico, avendo l’occasione di essere parte della vita sociale della sua famiglia.

L‘intima vicinanza tra genitore e neonato permette di favorire il rapido riconoscimento dei segnali del bebé, favorendo un attaccamento sicuro tra il bambino e chi lo accudisce (sia esso la mamma o altri) e predisponendo ad una migliore sintonizzazione affettiva.

Infine, c’è anche un aspetto di maggiore sicurezza per il bambino, che è protetto dalle fasce e attaccato al petto o alla schiena dell’adulto, e non rischia di essere schiacciato in luoghi affollati, di cadere, di rotolare…

I vantaggi del babywearing per chi lo porta

Da parte sua anche il ‘portatore’ riceve dei benefici dal contatto diretto con il suo piccolo. Indossare il bebè infatti permette:

  • maggiore libertà di movimento, potendosi così dedicare ad altre situazioni (come l’accudimento di altri figli, il lavoro o le faccende domestiche) senza dover trascurare il neonato.
  • anche i papà possono avere così l’occasione di sperimentare un contatto diretto e intimo con il proprio bambino per sviluppare un legame affettivo ed emotivo profondo.

Per babywearing, letteralmente 'indossare un bambino', si intende la pratica di portare il bebé attraverso una fascia o altri specifici supporti che favoriscono il contatto diretto tra il 'portatore' (mamma, papà o altri adulti che se ne occupano) e il bambino.

  • si può godere di ampia libertà di movimenti, e può andare in giro anche in luoghi dove ci sono scale, gradini, e passaggi stretti, che obbligano a faticose manovre chi ha un passeggino.
  • la mamma si può muovere di più, magari anche solo per fare una passeggiata o una camminata a ritmo sostenuto, senza staccarsi dal piccolo, e scegliendo anche un posto dove non potrebbe facilmente andare con la carrozzina (il parco ad esempio).

Nella scelta delle fasce o dei supporti è bene non sottovalutare l’importanza della scelta di materiali di qualità e fibre naturali, cercando soluzioni adatte alle proprie esigenze in relazione a caratteristiche fisiche, abitudini, stile di vita…

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