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Bioplastica dalla frutta e verdura, finalmente ci siamo!

Tutto, ma proprio tutto quello che la natura crea può essere riutilizzato in maniera intelligente, utile ed ecologica. Da oggi anche gli scarti vegetali di ortaggi e verdura possono essere riciclati per produrre sacchetti in ecoplastica.

A rivelarlo è lo studio condotto dal CNR che è riuscito a produrre una sportina ecologica addirittura dalle bucce di pomodoro.

L’importanza di questo risultato consiste nell’aver introdotto nuovi materiali di scarto industriale nel contesto produttivo delle bioplastiche come, appunto, le bucce dei pomodori altrimenti destinate al macero.

Lo studio mette dimostra che lo stesso processo utilizzato per i polisaccaridi di origine vegetali (mais e patate) può essere applicato non solo ai residui di origine vegetale, ma anche agli scarti animali come quelli derivanti dallalavorazione dei crostacei e dalla lana di pecora non destinata ai filati.

Combinati con polimeri vegetali come quelli ottenuti dalle bucce di pomodoro, questi rifiuti possono dare vita a bioplastiche molto più robuste di quelle attuali e completamente biodegradabili.

La parola ora passa alle aziende, che dovranno recepire queste importanti novità e applicarle ai  processi industriali su larga scala.

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  • Bello tutto. Bella la scoperta. Ma sorge spontanea una domanda.
    Ma siamo sicuri che sia così importante usare queste sostanze di "scarto" per produrre altra "plastica" o "bioplastica", altri sacchetti, ....?
    Siamo sicuri invece che queste sostanze o materiali non possano essere usate per altri impieghi, forse ancora più importanti dei sacchetti di bio-plastica?

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Published by
Erika Facciolla

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